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Pur essendo il sogno di molte persone, contattare gli alieni probabilmente potrebbe non essere un’esperienza positiva. E mentre moltissimi “credenti” sono convinti che gli esseri dello spazio non farebbero del male a una mosca dato il loro livello evolutivo (paragonandoli a volte  a esseri celestiali), la realtà potrebbe essere invece molto diversa.  John Gertz, presidente del FIRSST, fondazione responsabile di finanziare il gruppo del SETI che si dedica alla ricerca di vita extraterrestre, ha recentemente annunciato in un comunicato pubblicato su arxiv.org, il possibile pericolo a cui l’umanità potrebbe andare incontro mandando messaggi nello spazio.

Nel documento, Gertz spiega che il tentativo di contattare gli extraterrestri è iniziato negli anni '60, però da allora l’umanità non ha ottenuto nessun risultato positivo. Questo ha spinto ancor di più gli scienziati a trasmettere potenti segnali, con radiotelescopi, in grado di essere intercettati ad enormi distanze.

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I rischi di un contatto alieno

Tuttavia, Gertz ci tiene a mettere in chiaro che questo “esperimento” potrebbe essere catastrofico, dato che lo si sta praticando con troppa leggerezza e decisamente poca coscienza, cosa che potrebbe mettere seriamente a rischio la nostra civiltà. Inoltre, queste iniziative hanno poco a che fare con la scienza e molto a che vedere invece con una sorta di diplomazia non autorizzata, dato che vanno contro a quanto specificato in un documento chiamato Primo Protocollo, stilato nel 2000 dall’Accademia Internazionale di Aeronautica, in cui è specificato chiaramente che non è possibile inviare segnali nello spazio prima di essersi consultati a livello internazionale. Per Gertz, il non avere il controllo sui messaggi inviati e non essere a conoscenza del loro contenuto è qualcosa di fortemente antidemocratico.

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Fatto sta che comunque, fino a questo momento ufficialmente, nessuna risposta è stata ricevuta e nessuna invasione aliena ha avuto inizio. Possiamo per il momento, continuare a dormire tranquilli.