Nel maggio scorso durante una gita scolastica a Milano ha perso la vita Domenico Maurantonio. Il ragazzo, che all'epoca aveva diciannove anni, fu trovato morto dopo una caduta dal quinto piano dell'hotel Da Vinci, nel quale stava alloggiando assieme ai compagni di classe dell'Istituto Ippolito Nievo di Padova. Gli studenti, che quella stessa notte assunsero alcool insieme a Domenico, il mattino seguente non vedendo il ragazzo in camera si sarebbero allarmati ed avrebbero avvisato i professori della sua mancanza.

Si è subito pensato ad un fatale incidente, ma dopo oltre un anno di indagini emerge un'agghiacciante verità che smentisce la tesi finora confermata: il legale infatti adesso parla di omicidio.

Non è stato un incidente

Il corpo del diciannovenne, secondo la ricostruzione dei periti, sarebbe stato spostato subito dopo la caduta per depistare le indagini, infatti nell'autopsia vengono evidenziati dei segni sul corpo del giovane causati chiaramente dal forte impatto con dei gradini, questi si troverebbero distanti un metro e 45 dalla parete, mentre il corpo sarebbe stato rinvenuto a soli 20 centimetri dalla stessa.

Dal dossier, di oltre tremila pagine inviato alla Procura di Milano, emerge che terze persone avrebbero sollevato le gambe del ragazzo, facendolo rimanere sospeso nel vuoto in verticale e con la testa verso il basso.

Le indagini continuano

È stata la famiglia di Domenico a voler proseguire con le indagini. Il tutto è partito da un'impronta sul muro dell'albergo, che avrebbe lasciato il giovane durante la caduta e che ha portato ad una notevole svolta nella ricostruzione dei fatti.

Il padre, oltre ad ammettere l'indescrivibile strazio provato per la perdita del figlio, si dichiara anche molto amareggiato e deluso per il fatto che ancora nessun testimone si sia fatto avanti per far venire a galla la verità, nemmeno tra gli amici del ragazzo. Infine, l'uomo, con estrema forza afferma "Adesso non ci sono più alibi, adesso bisogna indagare". Sicuramente ci saranno sviluppi.

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