Sono passati due anni da quando il sedicente Stato Islamico ha assunto il controllo di Mosul, la seconda città più importante dell'Iraq e vetrina dei jihadisti nel cuore del Medio Oriente. Una vera e propria roccaforte in cui l'ISIS organizza gli attentati terroristici che stanno sconvolgendo il paese, l'ultimo dei quali ha causato quasi 300 morti in un quartiere commerciale di Baghdad. L'insediamento del Califfato sul territorio iracheno ha finora minato gravemente la sovranità del governo centrale, tanto che l'Iraq è stato più volte descritto come "stato fallito".

Però giungono buone notizie: come riportato dal New York Times, le truppe irachene sostenute dalla coalizione internazionale hanno ottenuto un' importante vittoria nei pressi di Qayara, dove hanno strappato dalle mani dei jihadisti una strategica base aerea. Questo significa che l'ISIS è adesso confinato a Nord, mentre in Siria e Libia sta affrontando altri pesanti scontri militari, e che l'esercito regolare può prepararsi al meglio per affrontare la fondamentale battaglia di Mosul.

Gli Usa inviano 560 unità di supporto

Alcuni mesi fa le truppe governative erano riuscite a raggiungere Mosul, ad entrarvi e perfino a combattere l'ISIS sul suo territorio. Purtroppo quell'offensiva non risultò decisiva, e alla fine l'esercito iracheno non fu in grado di sradicare l'ombra del Califfato dal milione e mezzo di abitanti che risiede in città.

Questa volta la battaglia di Mosul rappresenterà il tentativo finale di espellere lo Stato Islamico come entità politica e militare dall'Iraq.

E' per questo che per l'occasione gli USA invieranno 560 unità aggiuntive di supporto sul luogo. A renderlo noto è stato il Segretario della Difesa statunitense Ash Carter mentre si trovava oggi in visita nel paese.

"Questa forze addizionali statunitensi apporteranno capacità uniche nella campagna e forniranno un supporto critico all'esercito iracheno in un momento chiave della lotta" - ha detto Carter.

In questo modo sale a quota 4.647 il numero di soldati USA operativi in Iraq, appena due mesi dopo dalla decisione di Obama di inviare altri 217 soldati in funzione logistica.

La maggior parte di queste unità sarà dislocata proprio nella base aerea appena liberata di Qayara, ad appena 77 chilometri da Mosul, con il compito di sostenere strategicamente e tecnicamente l'avanzata delle truppe irachene verso la città sotto il controllo dei jihadisti.

Battaglia di Mosul: l'ISIS in un angolo

Recentemente l'esercito iracheno ha riacquisito il controllo di Ramadi, Falluja ed altri numerosi villaggi che si trovano lungo la strada che porta all'ultima roccaforte islamista in Iraq. La riconquista di Mosul è ovviamente la priorità, ma non sarà un compito affatto facile: molti civili occupano ancora le sue strade e sono utilizzati come una specie di scudo umano dai militanti ISIS, che di fronte all'agonia del loro folle progetto politico useranno qualsiasi mezzo per respingere il nemico ed infliggergli quanti più danni possibili.

Ovviamente, la presa di Mosul non significherà l'estirpazione definitiva dell'estremismo islamico dall'Iraq: i jihadisti controllano ancora molte zone marginali, cittadine e villaggi che aspettano di essere liberate. Sarà, però, una svolta considerevole nella guerra all'ISIS.

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