La Nigeria è in guerra. Un conflitto che dura ormai da anni, esattamente da quando, nel 2009, il fondatore di Boko Haram fu catturato e giustiziato (nonostante la polizia nigeriana abbia fatto di tutto per negare l'esecuzione) a Maiduguri dalle forze statali. Dal momento della morte di Mohammed Yusuf il gruppo islamista che ha installato basi anche in paesi limitrofi come il Chad, il Niger e il Cameroon, ha dato vita ad una vera e propria insurrezione armata contro le istituzioni nigeriane.

Secondo un articolo del New York Times, in sei anni gli estremisti hanno ucciso circa 20.000 persone, oltre ad aver provocato lo sfratto di oltre 2 milioni di nigeriani dalle proprie case. Appena un mese fa le Nazioni Unite hanno espresso apprensione per le 120.000 persone in stato di denutrizione nel nordest della Nigeria, dove la presenza di Boko Haram è tutt'oggi visibile.

L'ennesimo attentato in Nigeria: 45 i morti

Stando alle fonti di AFP, quest'oggi due ragazzine in età scolare si sono suicidate, facendosi esplodere in un affollato mercato di Magadali.

Le persone coinvolte al momento sarebbero almeno 78, di cui 45 decedute e altre 33 ferite (secondo le ultime indiscrezioni), ma il bilancio potrebbe salire nelle prossime ore, quando riceveremo maggiori notizie sulla vicenda.

Badare Akintoye, un portavoce dell'esercito nigeriano, ha detto che le ragazze "hanno fatto detonare simultaneamente due cinture esplosive, suicidandosi e uccidendo altre 30 persone".

Attualmente Boko Haram non ha rivendicato il gesto come un attentato di matrice fondamentalista, ma risulta inevitabile pensare al gruppo affiliato allo Stato Islamico come il probabile attore dietro le quinte, soprattutto se consideriamo che, fino all'anno scorso la città di Madagali si trovava proprio sotto il controllo degli islamisti.

La città è stata infatti colpita da altri tre attentati prima di questo, fatto per cui le stesse autorità locali erano preoccupate di un altro possibile bagno di sangue.

Yusuf Muhammad, presidente del governo locale, ha infatti detto che: "L'attacco di oggi ce l'aspettavamo perché, se come dice l'esercito sono stati fatti passi importanti contro Boko Haram nella foresta di Sambisa, è inevitabile che abbiano allo stesso tempo disperso molti combattenti del gruppo nelle comunità locali come Magadali".

Non è certo la prima volta che un mercato viene preso di mira da attentatori suicidi, specialmente in Nigeria.

Quasi sempre Boko Haram si serve di donne e ragazzine per compiere stragi in mercati e altri luoghi quotidianamente frequentati dalla popolazione del posto, senza che le forze di polizia possano assicurare un buon livello di sicurezza ai civili.

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