Tre anni fa entrava a far parte della Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede, meglio conosciuta come COSEA. Un incarico conferitole direttamente da Papa Francesco. Tre anni dopo Francesca Immacolata Chaouqui esce dal Tribunale del Vaticano con una condanna a 10 mesi - sospesa - per concorso in divulgazione di documenti.

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Un nome, il suo, che fece subito scalpore. Lei, “l’unica donna, l’unica under 55 e l’unica italiana nel team composto da 7 laici e un prelato”, con alle spalle una laurea in Giurisprudenza alla Sapienza e un lavoro nelle pubbliche relazioni di una società di grande rilievo internazionale: Ernst & Young.

Sposata con un informatico che già lavorava per lo Stato pontificio, Corrado Lanino, e considerata molto vicina, quantomeno “spiritualmente”, a monsignor Lucio Angel Vallejo Balda.

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Diversi i passi falsi, tra cui alcuni tweet legati al primo Vatileaks ed infine una festa, per niente gradita dal Papa, sulla terrazza della Prefettura degli Affari economici in via della Conciliazione.

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