Le Nazioni Unite hanno fermamente condannato l'oscuramento dei siti Internet da parte dei governi di alcuni Paesi: il Segretario Generale Ban Ki Moon ha detto chiaramente che la libertà di parola e di espressione devono essere garantite a tutti i popoli dei mondosia off line che on line, senza distinzione.

Lalibertà di un popolo di potersi esprimere anche in dissenso verso le autoritàè per le Nazioni Uniteun modo per valutareil grado di democrazia di ciascun Paese: la democraziasi fonda proprio sul fatto che ogni cittadino possa dire cosa ne pensariguardo alla politica attuata dai governanti ed esprimere dissenso se qualcosa sembra sbagliatoed è questa libertà che deve essere preservata in ogni modo.

L'allarme di Access now

L'organizzazione non governativa Access now si occupa proprio di monitorare la censura sia off line che on line in vari Paesi del mondo e sta lanciando un allarme per la grande diffusione dell'oscuramento di siti Internet, in particolare i social network, in vari Paesi: solamente l'anno scorso ci sono stati 15 blocchi di Internet nel mondo e nella prima metà del2016 icasi di censura sono già 20.

Secondo Accessnow questi blocchi delle informazioni in rete violano pesantemente i diritti umani perché impediscono ai cittadini di informarsi enon permettono loro dipartecipare alla vita pubblica del loroPaese e diformarsi una propria opinione.

L'organizzazioneReporters sans frontières (Rsf), da sempre impegnatanella diffusione e nella salvaguardia della libertà di stampa, ha diffuso un rapportosecondo il quale in Paesi come Arabia Saudita, Iran,Cuba e Cina è quasi impossibile per i giornalisti svolgere il proprio lavoroa causa di una censura molto pesante che colpisce tutti imezzi di comunicazione.

In molti casi i giornalisti e i blogger vengono incarcerati e torturati proprio per impedire la diffusione di idee contrarie al regime al governo.

I Paesi più oscurantisti

I Paesi nei quali la censura colpisce maggiormente sono senza ombra di dubbio quelli in cui algoverno c'è unadittatura che impedisce ai cittadini di ricevere informazioni contrarie alla propagandadi regime: oltreai già citatiArabia Saudita, Iran, Cuba e Cina,nelle lista nera delle dittature ci sono anche Ciad, Corea del Nord, Ghana, Uganda e Congo.

Anche inTurchia in occasione degli attentati che hanno insanguinato l'aeroporto di Istanbul il governo di Erdogan ha impostoil silenzio informativo ed ha oscurato alcuni siti Internet di informazioni: per le Nazioni Unite una violazione di un diritto umano fondamentale.

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