Tra avvocati e clienti, i relativi rapporti non sono mai pacifici per quanto riguarda la famosa parcella. Il cliente non può negare al difensore il compenso per la ricerca dei documenti. L'atto materiale della consegna di questi ultimi non esclude, infatti, un'attività intellettuale di studio del professionista. A chiarire l'assunto è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9975/16. I giudici di legittimità apportano una distinzione tra la ricerca del materiale e l'attività di analisi rilevante su tali dati; la seconda compete all'avvocato.

In siffatta fattispecie, quindi, a nulla rileva la differenza ontologica tra carte fornite dal cliente e documenti cercati in modo pressoché autonomo e indipendente dal professionista ai fini di una migliore qualità della sua opera di lavoro e di difesa della persona che a lui si è rivolta. La vera attività del professionista consiste nell'effettuare una cernita del materiale posto dinanzi a lui e valutare le opportunità e le modalità della redazione dell'atto per dare inizio al giudizio. A tal fine, la modalità di ricerca dei documenti non assume alcuna importanza e in quanto tale, se la ricerca proviene dal cliente, la circostanza non implica una diminuzione o una esclusione della voce dall'onorario.

Ulteriori e connessi chiarimenti

Inoltre, i giudici hanno altresì affermato che nell'ipotesi di più domande proposte, tra cui talune di valore indeterminabile ed una avente ad oggetto un risarcimento danni di valore determinabile, le stesse si cumulano con la conseguenza di considerare la causa caratterizzata da un valore indeterminabile. Si sottolinea, però, che codesto principio trova attuazione pratica solo se l'applicazione dello scaglione tariffario riguardante le cause di valore indeterminabile dia luogo a compensi più alti rispetto a quelli provenienti dallo scaglione relativo alla causa di valore determinato. Si privilegia, quindi, il riconoscimento di tariffe più elevate. Il profilo riguardante il lato economico della professione in questione meriterebbe ancora più tutele, anche per evitare spiacevoli episodi.