La marina di Taiwan è stata protagonista di un pasticcio che avrebbe potuto determinare serie conseguenze militari in Estremo Oriente, in una zona territoriale dove le tensioni politiche e diplomatiche sono più vive che mai. Ieri una corvetta di pattuglia taiwanese ha infatti lanciato verso la Cina continentale un missile anti-nave, che ha causato la morte di un uomo e il ferimento di altri tre individui.

Immediate le scuse di Taiwan

L'incidente non sarebbe collegato a nessun tipo di operazione militare contro la Cina, ma si spiegherebbe come un errore dell'esercito di Taiwan, che ha lanciato il missile in questione (il qualeha una gittata di circa 300 chilometri) durante un'esercitazione della marina.

La Cina avrebbe potuto considerare l'accadutocome una forma di attacco ufficiale al suo territorio, che poi è stata proprio la linea adottata dalle istituzioni cinesi, le quali hanno subito valutato il caso come un "affare serio".Da parte taiwanese sono però rapidamente arrivate le scuse del Ministro della Difesa, che in un comunicato ufficiale riportato dalla CNN ha dichiarato: "Il Ministero della Difesa Nazionale si scusa sinceramente per l'incidente che ha causato un morto ed altri feriti", aggiungendo anche che le famiglie delle vittime saranno adeguatamente risarcite per quanto avvenuto.

In realtà il missile di tipo Hsiung Feng non ha comportato la morte di nessun civile cinese, poiché ha colpito un peschereccio con a bordo cittadini di Taiwan: il capitano dell'imbarcazione non è sopravvissuto, mentre gli altri tre feriti dell'equipaggio sono stati soccorsi dalle stesse autorità taiwanesi.

Cina-Taiwan, un rapporto teso e difficile

Le relazioni diplomatiche tra Cina e Taiwan non sono certamente idilliache.

Anzi, negli ultimi tempi le tensioni politiche tra il Dragone Rosso e la cosiddetta Repubblica di Cina, riconosciuta sul piano internazionale da appena ventidue paesi, sono andate esacerbandosi.

Appena una settimana fa, infatti, Pechino aveva deciso di sospendere i contatti con Taipei in seguito al rifiuto della presidente Tsai Ing-wen di accettare il principio della "One China", cioè l'esistenza di una singola entità cinese come nazione.

Negli ultimi anni le rivendicazioni indipendentiste di Taiwan sono andate aumentando: la scelta di Tsai Ing-wen di non riconoscere il principio di un'unica Cina rientra all'interno di una politica che trova il pieno appoggio del nazionalismo taiwanese.

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