Conmolto meno clamore mediatico rispetto a ciò che accade in Siria ed in Libia, sta proseguendo anche la guerra che vede in prima linea l'esercito regolare iracheno contro le milizie dello Stato Islamico. L'obiettivo naturalmente è quello di riprendere in mano il controllo dei territori ancora sotto il giogo dell'Isis e per le sorti del lungo conflitto sarà decisiva la presa di Mosul, capitale del Califfato in Iraq. Nei giorni scorsi l'esercito di Baghdad ha riportato un fondamentale successo strategico, riconquistando un villaggio che si trova a circa 50 chilometri dal centro urbano di Mosul.

La marcia verso la città sembra dunque imminente.

Haidar al-Abadi: 'La battaglia finale si avvicina'

Negli ultimi mesi l'offensiva dell'esercito iracheno, al quale hanno fatto da apripista i raid contro le postazioni dello Stato Islamico condotti dall'aviazione statunitense, ha segnato un successo militare dopo l'altro. A luglio le forze governative avevano annunciato con entusiasmo la presa della base di al Qayyarah, la più importante base aerea del Paese che era stata costruita ai tempi del regime di Saddam Hussein.

In base a quanto dichiarato dal premier Haidar al-Abadi, al Qayyarah costituirà il quartier generale delle operazioni per l'attacco a Mosul. "La battaglia finale si avvicina - ha detto il primo ministro iracheno - e segnerà la liberazione di Mosul con la fine dell'organizzazione terroristica militare in Iraq". A testimonianza delle intenzioni del governo di Baghdad di scatenare la cruciale offensiva nei prossimi mesi, probabilmente in autunno, c'è la visita alla citata base aerea del ministro della Difesa, Khalid al-Obeidi.

"Questo - ha detto - sarà il trampolino di lancio per la fondamentale riconquista di Mosul".

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