È uno dei giusti di Calabria. Uno dei pochi. Uno dei rari che ha avuto la forza e il coraggio di ribellarsi, denunciare, fare arrestare gli ‘ndranghetisti e rimanere sul territorio. Rocco Mangiardi ha fatto la sua parte, da uomo libero. Si è schierato con lo Stato contro l’antistato di Calabria. Quell’antistato violento e soffocante che gli chiedeva il pizzo; che lo minacciava e intimidiva; che voleva mettere le mani e i piedi sulla sua attività commerciale. Quell’antistato riprodotto a Lamezia Terme dagli esponenti della ‘ndrina Giampà che, grazie alle sue testimonianze, sono finiti in carcere.

Ed è per questo motivo che dal 2009 Rocco Mangiardi vive sotto scorta con la sua famiglia.

Lo Stato gli riduce la scorta

Una tutela dovuta per garantire la sua sicurezza. Una tutela che le istituzioni gli hanno riconosciuto perché ha sfidato la potenza delle cosche di ‘ndrangheta schierandosi - senza se e senza ma - dalla parte della legalità e dello Stato. Ma ora è proprio quest'ultimo che gli volta le spalle. Dal prossimo mese di settembre, infatti, il numero degli uomini impegnati nella scorta di Mangiardi sarà ridotto drasticamente. Anzi, sarà proprio il testimone di giustizia che dovrà fornire un’autovettura da mettere a disposizione dell’unico agente della Polizia di Stato assegnato alla sua sicurezza e che dovrà guidarla, dal momento che Mangiardi non porta l'auto dal 2006.

In una lettera inviata al ministro degli Interni, l’imprenditore chiede: "se sarà l’agente a guidare, che tutela sarà? Con le condizioni economiche in cui ci troviamo, sarebbe anche impossibile comprare un’auto efficiente e assicurarla. Questo è un modo di usare e gettare i testimoni di giustizia da parte dello Stato". La decisione di ridurre il numero di agenti della scortaappare ancora più inquietante se si considera che due anni fa, lungo la strada che conduce all’abitazione di Mangiardi, furono rinvenute una serie di croci.

La solidarietà di Costantino Fittante

Sulla vicenda è intervenuto l’onorevole Costantino Fittante, esponente di Sel, già deputato italiano tra le fila del Partito Comunista e Presidente del Centro Riforme, Democrazia e Diritti: "è inaccettabile la decisione del ministero dell’Interno di ridimensionare la scorta all’imprenditore Rocco Mangiardi.

Allo stato degli atti non si conosce da cosa è stata originata tale decisione e quali motivazioni la giustificano. Secondo le poche notizie, Rocco Mangiardi dovrebbe mettere a disposizione della Polizia di Stato una propria auto la cui guida verrebbe, dal 1° settembre, affidata ad un poliziotto. A Rocco Mangiardi, che non guida, lo Stato non può limitarsi ad assicurargli un 'autista' che dovrebbe contemporaneamente guidare e, all’evenienza, proteggere con le armi l’imprenditore. Semmai l’attuale protezione andrebbe rafforzata. Rocco Mangiardi è il principale protagonista della stagione della lotta alla 'ndranghetaa Lamezia Terme. Ciò che, per merito delle forze dell’ordine e della magistratura si è verificato con le efficaci operazioni contro la delinquenza organizzata lametina, ha una origine ben precisa: il processo contro componenti della cosca di ‘ndrangheta che Rocco Mangiardi, testimoniando nell’aula del tribunale della città, ha indicato come i suoi estorsori.

Chiediamo che venga riesaminata la decisione ministeriale e che a Rocco Mangiardi venga assicurata la protezione dello Stato, in ragione del permanere di un contesto lametino che presenta ancora elementi di pericolosità e per la sua specifica condizione di rischio".