Il S.E.T.I., Search for Extra-Terrestrial intelligence nella nostra lingua Ricerca di Intelligenza Extraterrestre, ha attivamente collaborato con le strutture di intelligence del governo degli Stati Uniti e in particolare con la N.S.A., National Security Agency. Non si tratta della trama incompleta per un film di fantascienza o di una delle tante teorie del complotto; è la realtà che emerge da documenti segreti declassificati e mostra il coinvolgimento del celebre istituto che ha come scopo la ricerca della vita extraterrestre intelligente. Sfogliando le pagine, dove alcune parole e svariate righe sono occultate dall'inchiostro nero e dai nastri bianchi della censura, è possibile ricostruire gli avvenimenti.

Intercettazioni reciproche

Stati Uniti e Unione Sovietica, che già dalla partenza hanno quasi monopolizzato la corsa allo spazio, intercettano in continuazione e reciprocamente i segnali radio delle rispettive missioni. Ognuno dei due antagonisti spera di carpire informazioni e comprendere il livello dello sviluppo tecnologico della controparte oltre ad accertarsi di non avere sgradite sorprese nel campo della militarizzazione della ricerca spaziale.

Negli U.S.A queste operazioni sono affidate alla N.S.A che aggiunge alla sua rete globale di ascolto una stazione installata alla Asmara, in Etiopia; attrezzata con ampie antenne paraboliche orientabili e apparecchiature, per l'epoca, di avanguardia. Dal 1960 ai primi anni settanta intercetta e decodifica parecchi canali telemetrici e dati impiegati da veicoli spaziali dell'U.R.S.S.

Con il progredire dei lanci e dell'esperienza, le operazioni spaziali si allontanano sempre di più dalla sola orbita terrestre; prima la luna e poi Marte e Venere diventano obiettivi ampiamente raggiungibili.

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Tecnologia

Tutto questo rende difficoltose le attività di intercettazione. Le maggiori distanze dalla terra portano alle antenne riceventi una miriade di segnali generati da sorgenti radioastronomiche che coprono e nascondono i flussi di informazione inviati dai satelliti verso il nostro pianeta.

Verso Venere

A metà degli anni sessanta l'Unione Sovietica avvia il programma Venera, noto anche come Venusik. Sono previsti lanci di satelliti verso Venere e discesa di moduli sul suo suolo; attorno a novembre 1965 Venera 1 lascia la superficie terrestre.

Seguiranno altre 15 esplorazioni, per un totale di 16, che termineranno con il lancio di Venera 16 nel giugno 1983.

A causa delle tecnologie impiegate e della brevità delle comunicazioni i segnali dei Venusik diventano per la N.S.A inafferrabili come gli spettri; un enigma che, nonostante gli sforzi costanti, rimane irrisolto.

Dopo anni di tentativi infruttuosi i vertici della agenzia di intelligence decidono di rivolgersi a degli esperti.

L'aiuto del S.E.T.I.

Poco prima della metà degli anni settanta il progetto S.E.T.I si concretizza e l'Istituto inizia ufficialmente le sue attività. Tra i collaboratori conta scienziati e tecnici con una grande esperienza nel campo della radioastronomia.

Alla N.S.A ritengono che siano le persone giuste alle quali rivolgersi per rintracciare i segnali delle sonde Venera; con la collaborazione della C.I.A, che raccoglie informazioni tecniche relative ai sistemi di comunicazione sovietici, e la indispensabili conoscenze scientifiche del S.E.T.I alle prime prime ore del mattino del 9 Novembre 1983 sono individuati e decodificati i segnali delle sonde lanciate dall'U.R.S.S.; dopo oltre un decennio termina quella che ormai, per gli Stati Uniti, era diventata una ossessione.

Si chiude così anche un capitolo fino ad oggi sconosciuto della storia del S.E.T.I.

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