La spiaggia di “Is Arutas” come un grande album da disegno. Peccato però che ieri sera il presunto lato artistico di una turista, si sia trasformato in una denuncia. La donna ha infatti scambiato la meravigliosa spiaggia dai chicchi di riso, una delle tante fantastiche spiagge presenti nell’Area protetta del Sinis, a pochi chilometri da Oristano, per un gioco o un passatempo. E, armata di colori acrilici ed indelebili, ha iniziato a tinteggiare i famosi “chicchi di riso”. Che poi in realtà sono delle minuscole pietre soprattutto di quarzo modellate dal vento e dal mare, che fanno di Is Arutas una delle spiagge più belle della Sardegna e di tutto il mondo.
Fino a quando un bagnate ha protestato, giustamente, e ha immediatamente chiamato i Vigili Urbani di Cabras che appunto hanno denunciato l’artista che, con molte probabilità, si beccherà anche una multa salata. La donna aveva anche già messo da parte diversi chicchi di quarzo dipinti, pronti per essere portati via.
Artista incompresa
La singolare vicenda ha avuto inizio nel tardo pomeriggio di ieri nella bellissima spiaggia di Is Arutas, che fa parte dell’Aerea Naturale del Sinis, purtroppo già abituata ai numerosi furti di sabbia (l’anno scorso ne sono stati sequestrati 100 chili). Ieri però l’arena non è stata rubata, ma dipinta da una turista, presunta artista, che incurante dei suoi vicini di ombrellone ha iniziato con colori acrilici e indelebili, almeno secondo lei, ad esprimere la sua arte.
Peccato però che invece di utilizzare un foglio di carta ha ben pensato di servirsi dei “chicchi di riso” che compongono la sabbia di Is Arutas. Inizialmente il gesto ha anche suscitato curiosità. Ma poi qualcuno, pensandoci bene, ha protestato e ha immediatamente fatto una telefonata ai Vigili Urbani di Cabras che, dopo pochi minuti, sono giunti sul posto.
La turista avrebbe anche accennato un gesto di protesta. Nel senso che avrebbe detto di non aver fatto niente di male. Ma i Vigili non hanno sentito ragioni e la donna si è beccata una bella denuncia.
I precedenti
Purtroppo non è la prima volta che in Sardegna avvengono atti di vandalismo. Nel lontano 1989 la roccia della tartaruga di Cala Girgolu fu decapitata da ignoti e portata via.
Fu restaurata e poi nuovamente danneggiata. Per non parlare poi delle centinaia di persone bloccate all’aeroporto di Elmas con la valigia carica di souvenir dalla Sardegna. Un problema che ha mobilitato anche gli addetti ai controlli dello scalo cagliaritano che hanno addirittura creato una pagina Facebook, “Sardegna Rubata e Depredata", dove vengono postate le foto dei ladri di souvenir naturali. Da ricordare anche la presunta, anche in questo caso, manifestazione artistica della nota attrice Eleonora Brigliadori che, nel 2007, dipinse di azzurro le rocce di unascogliera a Portobello diGallura. Per finire poi a San Teodoro dove un gruppo di simpaticoni, nel 2012, aveva imbrattato una roccia a “Lu Lumposu”.