Nasce tramite i social la nuova campagna contro le truffe che avvengono ai danni degli anziani; e qual è il momento migliore se non il periodo estivo? I malviventi si presentano come funzionari statali, parenti, elettricisti e persino forze dell'ordine. Sono i truffatoriquelli che non vanno mai in vacanza.

Colpiscono soprattutto anziani,chiedendo loro di entrare in casa con qualche banale scusa, solitamente non da soli. Mentre uno di loro distrae la vittima, il suo "collega" cerca di racimolare quantopiù possibile. In alcune zone della capitale sono gli zingari a colpire, facendo prima un "sopralluogo" delle case più facoltose, per poi fare il colpo di notte.

La nuova campagna lanciata su Twitter e Facebook dalla Polizia di Stato

Per sensibilizzare e per stare più vicini alle persone, la Polizia di Stato ha lanciato, attraverso il web, #chiamateci sempre, il nuovo slogan per diffidare degli sconosciuti che, proprio nel periodo estivo, moltiplicano i loro loschi guadagni. Solo nel 2015 sono state accertate 15.000 truffe di questo genere, quasi il 30% in più rispetto agli altri anni.

In collaborazione con Gianni Ippoliti, Fabiana Latini e Giovanni Platania è stato girato il il primo spot contro le truffe agli anziani.

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Diffidare dagli sconosciuti che adescano vittime. Gli anziani non sono soli, la Polizia di Stato consiglia sempre di chiamare le forze dell'ordine per reagire alle truffe e ai truffatori.

Ecco la notizia pubblicata in questi giorni su Twitter.

Dove vengono adescate le vittime

Le vittime, solitamente vengono ricercate nei posti più frequentati dagli anziani quali: banche, mercati e supermercati.

I malintenzionati, con gentilezza cercano di "lavorarsi" il povero malcapitato, al fine di salire in casa sua, magari per un caffè o una chiacchiera.

Altra tipologia di truffa è quella della "chiamata". Fingendosi un amico, il truffatore chiama l'anziano, dicendo di essere un amico di vecchia data, piuttosto che un parente, avvertendolo dell'arrivo di un suo conoscente per ritirare del denaro prestato.

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