C'è un nuovo caso freddo che torna d'attualità, quello di Ivan Ciullo, in arte Ivan Navi, cantautore, dj radiofonico e tecnico del suono di Acquarica del Capo, in provincia di Lecce. Del caso si è occupato anche lo staff di “Chi l'ha visto?”, che martedì scorso ha mandato in onda il servizio. Probabilmente verrà trattato anche da “Quarto grado”.

Il corpo senza vita di Ivan Navi fu trovato impiccato il 22 giugno 2015 in una campagna di Acquarica, sotto un ulivo, con un cavo di microfono intorno al collo e i piedi che toccavano terra. Nonostante le circostanze fortemente sospette, gli inquirenti dopo alcune ore considerarono il caso già chiuso come suicidio.

Aveva 34 anni.

A indurre i carabinieri della stazione di Presicce a chiudere il caso è stato il ritrovamento nell'auto di Ivan Navi di una busta, con la scritta a penna “X Mamma e Sergio”, contenente una presunta lettera d'addio stampata. Sergio è il padre adottivo di Ivan, l'ha cresciuto, anche se Ivan usava chiamarlo per nome. La Procura di Lecce non ha ritenuto necessario disporre ulteriori indagini, nemmeno l'autopsia.

La lettera e gli effetti personali di Ivan sarebbero stati maneggiati dagli inquirenti senza l’uso dei guanti, pertanto non è stato possibile rilevare impronte e tracce biologiche. Mancano all'appello una videocamera, una pendrive, un hard disk e un mazzo di chiavi.

Ritrovato impiccato ma perfettamente in piedi

I genitori non hanno mai creduto al suicidio. Di fatto l'attività investigativa è stata svolta da papà Sergio, di cui alcuni dettagli sono stati pubblicati sulla testata TagPress.it.

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Grazie al localizzatore Gps dell'auto di Ivan Navi è stato possibile ricostruire i suoi spostamenti. Il giorno precedente al suo ritrovamento lavora nel suo studio fino alle 16, per poi fare rifornimento. Aspetto quantomeno insolito per una persona che avrebbe deciso di togliersi la vita poche ore dopo.

Rientra a casa verso le 16,30, per poi uscire dopo circa 15 minuti. Lascia sul letto i vestiti puliti per la serata e saluta Sergio, facendo intendere che sarebbe rientrato subito. Dopo un arresto di pochi secondi davanti al suo studio si dirige nella zona dove verrà poi ritrovato. Secondo i dati Gps, l'auto di Ivan non era mai stata in quella zona.

Verrà ritrovato la mattina dopo da un contadino, perfettamente in piedi sotto ad un ulivo.

Non convince l'ipotesi del suicidio

Ivan era una persona molto positiva e piena di progetti, non era depresso. La sera della scomparsa era atteso ad una cena con i colleghi della Radio, un'occasione per festeggiare i risultati raggiunti. Poche ore prima aveva confermato la sua presenza inviando un messaggio ad una collega.

Sono troppe le anomalie. Fa rifornimento, conferma la presenza alla cena e va improvvisamente a suicidarsi. E' una storia a cui è difficile credere. Per parenti e amici non convince l'ipotesi del suicidio.

La Procura indaga per istigazione al suicidio

Con la produzione di memorie ed elementi di prova da parte dei familiari ed il coinvolgimento del Commissariato di Taurisano, le indagini, dopo mesi di stallo, si sono sbloccate. Ora la Procura indaga per istigazione al suicidio, ma non ha ancora disposto l'autopsia.

Una svolta nelle indagini potrebbe fornirlo la busta contenente la presunta lettera d'addio. La calligrafia, infatti, sembra non appartenere a Ivan. Altri aspetti di rilievo sono agli atti. L'avvocato di famiglia, Sonia Santoro, pensa ad un omicidio mascherato da suicidio.

I genitori continuano chiedono la riesumazione e l'autopsia.