Secondo il calendario Islamico (basato sulle cadenze lunari), siamo nel mese di Dhul Hijja, uno dei quattro mesi sacri dell'Islam, dedicato all'Hajj. Tale pellegrinaggio rappresenta l'appuntamento più importante per i fedeli musulmani, ancora più del Ramadan. La durata dell'Ahjj, la cui data è stabilita dall'avvistamento della luna, è di circa dieci giorni, anche se le autorità Saudite sono solite pubblicare delle date di viaggio che abbracciano un mese di spostamenti.

La finalità del pellegrinaggio è la purificazione dal peccato per assurgere alla vita devota. Esso si svolge annualmente alla Mecca, considerata la Casa Sacra, ed è uno dei cinque precetti che i musulmani sono obbligati a compiere almeno una volta nella vita, se le condizioni economiche e fisiche lo consentono. In caso di impossibilità fisica il credente può delegare un altro fedele a compiere Hajj in sua vece, provvedendo alle spese.

Secondo la tradizione Islamica, il primo uomo ad intraprendere il viaggio verso la Casa Sacra fu Adamo che innalzò la prima Ka'ba, ossia il primo edificio cubico posto al centro esatto della Mecca. Per il credo Islamico la costruzione, il cui accesso è riservato solo ai custodi e ai messi,  rappresenta il luogo sacro per eccellenza. All'interno ospita un pozzo prosciugato destinato in passato alla raccolta del sangue delle vittime sacrificali. Nel suo angolo esterno, in direzione Est, è incastonata la celebre Pietra Nera di probabile origine meteoritica, ma che i fedeli credono sia stata inviata da Allah direttamente dal Paradiso.

L'Hajj della divisione

L'Hajj dovrebbe unire i musulmani del mondo intero, invece quest'anno ha messo in luce la spaccatura tra le due principali fazioni dell'Islam, complicando i rapporti già tesi tra l'Iran sciita e l'Arabia sunnita. Per la prima volta dal 1979, (anno della Rivoluzione Islamica Iraniana che portò al potere gli Ayatollah che non parteciparono al pellegrinaggio), Riyad ha impedito agli Iraniani la possibilità di aderire all'evento vietandogli l'ingresso nel Paese ingaggiando una esplicita lotta politico-culturale con il paese persiano.

I migliori video del giorno

Il Presidente dell'Iran, Hassan Rouhani, ha chiesto che all'Arabia sia tolta la facoltà dell'Hajj, mentre l'Ayatollah Khamenei ha definito i reali d'Arabia "piccoli poveri diavoli al servizio del grande Satana: l'America". La risposta del Gran Mufti Saudita, Sheikh Abdul-Aziz Al ash- Sheikh, non si è fatta attendere: "Dobbiamo comprendere che questi non sono musulmani. La loro ostilità verso i musulmani, in particolare i sunniti, è cosa vecchia"Intanto gli Iraniani hanno optato per un pellegrinaggio alternativo, riversandosi a Kerbela, in Iraq, considerata dagli sciiti la seconda città santa dopo Najaf in quanto vide il martirio del nipote di Maometto, al-Husayn ibn Alì, figlio di Fatima, avvenuto nel 680.

I riti per la catarsi

Il momento più saliente dell'Hajj riguarda il secondo giorno, detto di Arafa, il cuore del pellegrinaggio. In questo giorno i fedeli raggiungono il Monte di Arafa, dove, secondo la tradizione, si ritrovarono Adamo ed Eva dopo la cacciata dal Paradiso e dove Maometto recitò l'ultimo discorso. L'intera giornata (che cade l'11 Settembre) è dedicata alla preghiera e al severo digiuno. Da Arafa i pellegrini si spostano a Mina e lungo il percorso raccolgono sette sassolini per lanciarli, nell'ultimo giorno del cammino, contro tre stele che rappresentano il diavolo, a memoria delle tre tentazioni di Abramo, che scacciò il Maligno colpendolo per tre volte, con tre sassi. Segue la grande festa del sacrificio, 'id al Adha, che quest'anno inizierà il 12 Settembre per una durata di tre giorni, durante la quale i fedeli sacrificano animali per donare la carne ai poveri. E' solo alla fine della festa che i pellegrini si rasano, si lavano e si cambiano d'abito per ritornare alla Mecca per un ultimo saluto, purificati dai loro peccati attraverso il pentimento e il sacrificio, godendo dell'appellativo di Hajj.