Accuse pesantissime per l'ex campione di motociclismo tanto amato dagli italiani, che sembra dover restituire ben 17 milioni di euro al Fisco italiano. 

Le accuse mosse al campione

Evasione fiscale, quindi è questa l'accusa che gli uomini della Guardia di Finanza contestano al celebre sportivo italiano, che secondo l'accusa attraverso una serie di società fittizie avrebbe sottratto alle casse dello Stato italiano cifre milionarie. Ma cosa avrebbe fatto di preciso il quattro volte campione del mondo? Secondo quanto riportato dai documenti presentati in Procura dal Pubblico Ministero Giancarlo Cirielli, Max Biaggi avrebbe affidato lo sfruttamento dei suoi diritti d'immagine a società create fittiziamente all'estero. 

Una pratica molto conosciuta dai vip, che proprio sui quei diritti tanto invocati e altrettanto spesso contesi creano i loro più ingenti patrimoni.

Patrimoni su cui in pochi sono disposti a a pagare le tasse che ridurrebbero enormemente gli incassi.  Secondo quanto contestato dalla Procura di Roma, anche Max Biaggi è stato quindi poco incline a condividere - secondo quanto dispone la legge - gli introiti provenienti da operazioni effettuate su territorio nazionale. 

Le società fittizie 

Con delle abili operazioni finanziarie Max Biaggi o chi per lui - secondo quanto riportato dall'accusa - avrebbe creato una società a Londra operativa fino al 2007 - la Media & Sporting ltd -  un'altra nel Principato di Monaco - la Max Biaggi racing srl - dove peraltro il campione risiede, ed infine dal 2013 la Vuzela con sede nella capitale spagnola. Tutti paradisi fiscali o comunque territori in cui la tassazione è più favorevole che in Italia, meccanismi ormai consolidati da chi non vuol pagare le tasse nel nostro Paese.

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E a chiarire i termini della questione è proprio l'Avvocato Carla Maria Pisana, quale rappresentante dell'Avvocatura di Stato in difesa dell'agenzia delle entrate nel processo contro Biaggi: "l'evasione fiscale dei personaggi famosi sembra quasi un gossip o un peccato veniale, ma si perde di vista il fatto che è un dovere di solidarietà". Già un dovere a cui purtroppo si sottraggono in molti, famosi e non.