Lo strappo avvenuto qualche mese fa con Torino e il suo Salone, circa fine luglio, si è concretizzato i primi di settembre del 2016 con la nascita a Milano de La Fabbrica del Libro s.p.a. attraverso l'unione della fiera di Milano ed Ediser, la società di servizi dell'Associazione editori Italiani. Il malumore che serpeggiava da parte dei maggiori editori italiani nei confronti del Salone del Libro di Torino in calendario a metà maggio si è tramutato in qualcosa di più, in un vero e proprio abbandono da parte dei maggiori editori di quella manifestazione a vantaggio di una nuova creatura nata appositamente come la sua principale antagonista, nonostante nessuno dei protagonisti di questo allontanamento l'abbia mai detto apertamente.

La Fabbrica del libro, la sua struttura e i suoi obiettivi

La nuova società è gestita per il 51% da Fiera Milano, che detiene il ruolo di amministratore delegato nella persona di Solly Cohen e per il restante 49% è dell'AIE con la nomina del presidente, Renata Gorgani, editore de Il Castoro. Al di là della struttura manageriale e degli aspetti prettamente finanziari, che possono interessare più gli addetti ai lavori che i lettori, l'unione tra questi due soggetti è importane soprattutto per gli obiettivi che questa nuova entità si pone. La Fabbrica del Libro si propone, infatti, di creare eventi editoriale di rilevanza nazionale non solo a Milano, capitale della cultura oltre che dell'editoria vista la presenza della più grande casa editrice italiana, Mondadori, ma anche nel resto del paese per promuovere l'interesse verso i libri e rilanciare questo settore da più parti considerato in crisi.

Nuove fiere del libro a partire da maggio 2017

Questa nuova società colma un vuoto ovvero quello di dare a Milano una fiera del libro di grande livello a partire da maggio 2017, si parla della zona di Rho fiera per l'allestimento dell'evento e allo stesso tempo si propone di replicare la stessa manifestazione a Roma, in autunno per poi proseguire anche nel sud, si dice una città diversa ogni anno per cominciare da Bari. Un grande progetto per la cultura italiana, che si spera possa accrescere il numero dei lettori e allo stesso tempo valorizzare anche i tantissimi scrittori, di cui si parla troppo poco e su cui si punta ancora meno.

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