Il più grande ospedale di Aleppo, nella parte est della città, è stato bombardato per la seconda volta in pochi giorni. Aleppo, una volta vibrante potenza commerciale della Siria, è ora al centro di una guerra civile, combattuta tra le milizie del presidente Bashar Assad e il suo alleato, Putin. Circa 250.000 persone vivono sotto assedio governativo, ormai da giorni, privi di ogni genere di prima necessità.

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Gli sforzi diplomatici per porre fine ai combattimenti in tutto il paese sono stati vani, nonostante la paventata tregua imbastita dai ministri degli esteri degli Stati Uniti e Russia, del mese scorso. Il ministero degli Esteri di Mosca, con un post su Facebook, informava che il ministro degli esteri, Sergei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico, con il suo omologo americano John Kerry, testualmente: “il ministro ha esaminato la situazione in Siria, compresa la possibilità di normalizzare la situazione intorno Aleppo." Sempre Lavrov, su Facebook: "gruppi armati illegali continuano a combattere nella città nonostante gli accordi tra  Russia e Stati Uniti.”

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha messo in guardia gli Stati Uniti dall’intraprendere qualsiasi azione diretta contro Damasco e l'esercito siriano, azioni che se messe in atto: “porteranno a disastrose conseguenze non solo sul territorio di Aleppo ma in generale su tutta la Siria", secondo l’agenzia di stampa governativa Sputnik.

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A pagarne le conseguenze è la popolazione civile. La situazione ad Aleppo è sempre più insostenibile. Il più grande ospedale che si trova nella parte orientale della città è andato distrutto, sabato scorso. Colpito da bombe e granate, come racconta, Adham Sahlùl della Sirian American Medical Society, SAMS (associazione che gestisce di fatto l’ospedale, ndr): "siamo stati colpiti da due bombe e da un ordigno a grappolo.

Un piccolo gruppo di pazienti e medici si trovava all'interno dell'ospedale per prestare le cure di base e le medicazioni di routine ai feriti già curati, quando è iniziato il bombardamento.”

L’amministratore e medico radiologo della SAMS Mohammad Abu Rajab, racconta della sua disperata telefonata fatta durante i bombardamenti dell’ospedale M10: "L'ospedale è stato distrutto! SOS, aiutateci!". In una nota audio inviata ai giornalisti, Rajab spiega come l’ospedale M10, già gravemente colpito, aveva attivi solo sei reparti.

Con l’ultimo attacco sono andati distrutti macchinari e attrezzature necessarie a salvare la vita alle popolazioni colpite di Aleppo.

Dura presa di posizione, su Twitter, del Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz che ha definito: “crimine di guerra”, il bombardamento dell’ospedale di Aleppo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha definito la Siria come il posto più pericoloso al mondo per gli operatori sanitari e in particolare la città di Aleppo.

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Sottolineando la carenza di infrastrutture mediche.

Da quando è scoppiata la guerra civile, nel 2012, Aleppo è stata divisa in due. Da una parte le forze ribelli a est mentre ad ovest le truppe governative. Venerdì scorso le bombe su Aleppo est hanno ucciso sei bambini e 12 civili. Ad Aleppo ovest, invece, i razzi delle truppe ribelli hanno colpito 15 civili e causato il ferimento di 40 persone.

L'agenzia di stampa ufficiale siriana, in una nota, dichiara che le forze governative hanno conquistato il quartiere di Suleiman al¬Halabi nel centro della città arrivando fino al confine settentrionale di Aleppo.

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Sabato, le truppe dei lealisti sono avanzate fino al confine con il quartiere Bustan al¬Basha a nord di Aleppo.

Ad oggi la maggior parte della città è senza acqua. La guerra per la conquista di Aleppo, iniziata nel marzo del 2011, è sfociata in una battaglia di una violenza inaudita nei confronti degli abitanti della città. Dall’inizio del conflitto siriano, sono morte più di 300.000 persone e sfollata più della metà della popolazione

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