Daesh non molla la presa sull'Europa e lo fa colpendo nuovamente Bruxelles. La capitale belga è stata messa a dura prova dall'ennesimo attacco terroristico. Un uomo, secondo fonti belghe un ex militare, ha accoltellatodue poliziotti nella zona di Schaerbeek e ha ferito un terzo agente usando le sue doti da ex pugile.

Attentatore belga legato a combattenti Isis in Siria

L'attentatore,un belga di 43 anni, è stato immediatamente arrestato. Il suo nome è Hicham D. La procura federale del Belgio ha dichiarato che si tratta di terrorismo di matrice jihadista.

A rinforzare le ipotesi, diventate certezze nelle ultime ore, i legami dell'uomo con militanti del jihad partiti recentemente in Siria per arruolarsi tra le fila dell'Isis. Hicham D. è un ex militare che ha prestato servizio sino al 2009. Il suo nome era già iscritto in alcuni vecchi dossier antiterrorismo. Aveva attirato su di sé i controlli delle autorità belghe in quanto nel 2004 si era presentato alle elezioni regionali come membro di una lista riconducibile ad un partito di palese impronta islamica. Non è chiaro come sia stato possibile per la procura di Bruxelles inviare subitoil fascicolo sull'attacco alla procura federale, che è l'unica demandata alle indagini antiterrorismo. La velocità nel "passaggio di consegne" tra le due procure fa presupporre che Hicham D.

fosse da tempo monitorato in merito all'emergenza terrorismo e denoterebbe che Bruxelles era già certa che si trattasse di terrorismo sebbene lo stesso aggressore non abbia espresso la natura del suo gesto e non siano ancora arrivate rivendicazioni ufficiali dallo Stato islamico. Secondo la ricostruzione della procura, l'aggressione è iniziata con l'accoltellamento allo stomaco e al collo dei due agenti. Un terzo poliziotto è stato colpito al volto con un pugno che gli ha rotto il setto nasale. Hicham D., ex pugile, ha cercato di fuggire ma è stato raggiunto da un colpo di pistola sparato dal terzo agente ferito.

L'asse Parigi-Bruxelles nella pianificazione degli attacchi

Secondo un recente dossier, che ha aumentatoil sentore di un ben più profondo e capillare piano di attacchi, esisterebbe un "asse Parigi-Bruxelles" nella strategia del terrore.

Dalle carte emerge, infatti, che gli spaventosi attentati alle due capitali (13 novembre 2015 e 22 marzo 2016) avrebbero un'unica regia indiretta: una cellula jihadista ancora attiva che costituirebbe il filo rosso nella pianificazione di attacchi di grossa portata in Francia e Belgio. Le indagini parallele dei due governi europei hanno rivelato che si tratta di un reticolo di ruoli e uomini coinvolti talmente complesso da rendere impossibile la veloce identificazione delle persone che compongono, direttamente o meno, le trame della cellula terroristica. Uno scenario talmente ricco di attori che fa presupporre l'esistenza di altrettante "comparse" utili come snodi logistici per gli esecutori materiali degli attentati.

Ad appesantire la situazione anche i numerosi allarmi bomba che hanno coinvolto varie zone della capitale belga. La Gare du Nord e gli edifici della procura sono stati evacuati in seguito alla segnalazione di pacchi sospetti poi rivelatisi un falso allarme.

La situazione di profonda e incontrollabile capillarità del proselitismo jihadista sta generando il panico generale, enfatizzato dalla vulnerabilità dei sistemi di sicurezza europei di cui l'attentato contro i poliziotti a Bruxelles è evidente paradigma.