Bishoftu, questo il nome della città dove si è consumata la strage che ha fatto più di 175 morti. È avvenuto domenica scorsa, a 40 chilometri dalla capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, secondo le autorità ufficiali pare che alcune persone abbiano cominciato a protestare per la loro situazione, sventolando la bandiera dei ribellidurante la cerimoniaIrreecha, che richiama migliaia di persone da tutta la regione circostante; in questa festa la comunità Oromo festeggia la fine della stagione delle piogge.Questi "ribelli" sono dei manifestanti anti-governativi che hanno dato vita aduna protesta, chiedendo giustizia e libertà al governo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stataquando i leader Oromo affiliati al governo hanno cercato di prendere la parola.

La polizia ha sparato sui manifestanti

La polizia, halanciato bombole di gas lacrimogeni e sparato proiettili di gomma come avvertimento, ma i manifestanti hanno contrattaccato lanciando sassi e bottiglie. Questo ha creato il panico tra i più di due milioni di partecipanti che hanno incominciato a fuggire. Durante questa fuga, molte persone sono cadute in fossati e sono state schiacciate da coloro che tentavano di salvarsi.

Il governo etiope ha annunciato che i responsabili delle vite perse pagheranno davanti alla giustizia. Non si ha una stima precisa delle vittime, il direttore di Oromia Media Network conferma i 175 morti. Il governo etiope invece ne conferma 350 decedute. L'etiopia è da parecchi mesi sede di proteste antigovernative, dal sud si stanno estendendo per tutta la nazione.

Gli attivisti Oromo invitano a partecipare a cinque giorni di collera

Gli Stati Uniti si sono definiti preoccupati per l'eccessiva violenza da parte delle forze dell'ordine contro i manifestanti. Gli Oromo sono il più grande gruppo etnico africano, non vengono rispettati i loro diritti e le autorità hanno imposto un blocco internet per evitare il diffondersi di notizie. Secondo alcune testimonianze, se vengono arrestati durante una manifestazione, vengono torturati, appesi per le caviglie, frustati o bruciati con le scosse elettriche.

Le donne subiscono anche molestie. Alcuni manifestanti invece scompaiono nel nulla, senza che si sappia più niente. Oromiaè la più grande regione dell'Etiopia, e in seguito ad un piano del governo centrale, consistente nell'espandere il confine della capitale, Addis Abeba, la regione di Oromia avrebbe dovuto cedere parte del territorio. Questo piano venne abbandonato grazie al partito che governa Oromia. Ma le manifestazioni continuano e continueranno anche per questioni più profonde, come la corruzione sempre più presente, l'emarginazione sociale ed economica e la già citata sottrazione delle terre.

Il numero di vittime in seguito a queste manifestazione è in costante aumento.

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