Chiamate con termini ormai comuni, tipo: anfetamina, cocaina, eroina, LSA, LSD, oppure ice, pep pills, Maria Giovanna, Maria Pastora - termini conosciuti soltanto agli "specialisti" (da non credere, ma esistono anche dizionari!) - le sostanze stupefacenti purtroppo sono sempre più diffuse e presenti nel mondo. E così, se non le si riesce ad eliminare, almeno si prova a tenere sotto controllo chi ne fa largo consumo.

Con quest'obiettivo a Parigi è stata aperta la prima "shooting room" in Francia, ossia un luogo sicuro dove i tossicodipendenti possono iniettarsi la droga sotto controllo medico. Il centro di 450 mq, allestito nei pressi dell'ospedale Lariborisière - nelle vicinanze della Gare du Nord - un'area della capitale transalpina piuttosto trafficata, dove purtroppo i reati legati alla droga sono alquanto comuni.

All'interno della speciale stanza ospedaliera, ci si potrà iniettare sostante stupefacenti come eroina o crack, ricorrendo a kit sterili per iniezioni.

Una spinta allo spaccio di droga o un rifugio sicuro per i narcomani?

La sindaca di ParigiAnne Hidalgo, e la ministra della Sanità, Marisol Touraine, hanno visitato martedì 11 ottobre la controversa "narcosala", che verrà aperta ufficialmente venerdì 14. La struttura ha un ingresso separato dove, secondo le prime stime, dovrebbero transitare circa 200 tossicodipendenti al giorno. Coloro che sono contrari a tale iniziativa, ritengono che essa rischia di alimentare l'abuso di droga, invece di tagliare le radici del male. Tuttavia il ministro Touraine ritiene che sia "un momento molto importante nella lotta contro la piaga della dipendenza".

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Grazie a quest'area ospedaliera i tossicodipendenti - spesso poveri, emarginati e malati - possono essere in contatto costante con medici e operatori sociali, passando dalla strada ad un ambiente pulito, dove il consumo di droghe sostitutive riduce il rischio di iniettarsi sostanze stupefacenti pesanti, contaminate, acquistate dai rivenditori criminali. Come ormai noto, si corre il grosso pericolo di contrarre l'Aids e altre malattie infettive.

Gli utenti dovranno registrarsi e potranno farlo anche mantenendo l'anonimato, e non correranno il rischio di essere perseguiti legalmente. La struttura dispone di una dozzina di cabine, destinate a garantire un po' di privacy ai tossicodipendenti mentre si iniettano la dose sotto il controllo dei medici. Naturalmente l'ospedale non mette a disposizione sostanze stupefacenti. Il centro è gestito da Gaia, un'associazione di supporto e trattamento dei tossicomani, e il costo di esercizio annuo è stimato intorno a 1,2 milioni di euro.

Tra i maggiori critici di quest'iniziativa, ritenuta un ostacolo alla lotta contro il commercio di droghe, c'è il leader di centro-destra del partito repubblicano, Philippe Goujon: "Ci stiamo muovendo da una politica di riduzione dei rischi verso una politica di produzione di droga legittima, all'ordine del giorno.

Lo Stato sta dicendo: non si possono prendere le droghe, ma noi comunque ti aiutiamo a farlo", ha dichiarato il leader politico al quotidiano "Le Figaro".

Prima "shooting room" aperta in Svizzera nel 1986 

La Francia è il decimo paese a istituire una "camera della droga" dopo la Svizzera, che è stata la prima a sperimentarla nel 1986, seguita da altri Stati come Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Spagna, Canada e Australia. Il dibattito, in Francia, era iniziato già durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, però il progetto sostenuto da Mildt (oggi Mildeca), la Missione interministeriale di lotta contro le droghe e le tossicomanie, in collaborazione con il ministero della Sanità, ha ricevuto l'approvazione del governo solo nel 2015, sotto la presidenza di François Hollande. La ministra Marisol Touraine, intanto, sta pianificando l'apertura di altre due "shooting room"; una a Strasburgo e l'altra a Bordeaux.