Un altro base jumper che perde la vita dopo un lancio con la tuta alare. Ieri, verso mezzogiorno, un russo si è andato a schiantare contro una casa ed è morto. E' successo a Chamonix, in Alta Savoia.

Nagimyanov si era lanciato dall'Aiguille du Midi

Il base jumper russo si era lanciato dall'Aiguille du Midi, location a 3800 metri sopra il livello del mare, ed è finito contro una casa restaurata da poco tempo ed attualmente non abitata. Molte persone hanno sentito un forte tonfo. Lo sportivo è finito contro la casa dopo un volo di circa 3000 metri. Dall'inizio del 2016 hanno perso la vita 36 base jumper in occasione di lanci con la tuta alare.

Secondo le ultime informazioni, il base jumper Ratmir Nagimyanov è finito contro una palazzina situata nei pressi della stazione di Montevers. Prima dello schianto contro la casa, Ratmir avrebbe sbattuto contro un pendio. Sulla vicenda indaga la gendarmeria. In base alla normativa che regola la disciplina sportiva, è vietato effettuare lanci nell'orario in cui è morto lo sportivo russo. Il motivo è quello di scongiurare eventuali sovrapposizioni con i parapendii

Negli ultimi mesi, solamente a Chamonix, sono morti 5 base jumper. Ad agosto ha perso la vita il popolare base jumper Alexander Polli, conosciuto anche perché era solito postare sul web i video che lo ritraevano durante i lanci. Nello stesso mese è morto anche lo sportivo originario di Merano Armin Schmieder: lo schianto è avvenuto in Svizzera. 

Base jumping: una disciplina sportiva tutt'altro che sicura

L'obiettivo dei base jumper è di lanciarsi da sommità e coprire con la tuta alare lunghe distanze prima di arrivare a terra con il paracadute.

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La lunga serie di eventi tragici testimonia che il base jumping è una disciplina tutt'altro che sicura. Eppure dopo la morte di Patrick de Gayardon, mito di tale sport, sono state testate tecniche più affidabili. Il 'padre' della tuta alare è stato proprio il francese de Gayardon, che si ispirò ai pipistrelli. Purtroppo la passione per tale sport estremo costò la vita allo sportivo francese: durante un lancio non si aprì il paracadute. Dopo la morte di Patrick, le aziende hanno prodotto tute alari sempre più sicure ma, nonostante ciò, il base jumping è ancora uno sport molto pericoloso.