Non si sa mai bene come trattare di un tema del genere. Anche se ormai, purtroppo, stanno diventando aggiornamenti quotidiani. Ore 7:40 di questa mattina, la terra ha tremato di nuovo a Norcia, con un Terremoto di intensità di magnitudo 6.5 sulla scala Richter.

Il terremoto, avvenuto a 10 km di profondità, viene definito ‘superficiale’, la categoria più pericolosa. Relativamente a questo, crea ottimismo il fatto che il conteggio delle vittime sia per ora fermo a 0. Dato da attribuire all’abitudine acquisita dagli abitanti del posto, di questi tempi soggetti a diversi fenomeni di questo tipo.

Il sisma ha avuto l’epicentro tra i comuni di Norcia, Preci, Castelsantangelo sul Nera e Visso, zone già devastate dal terremoto del 24 agosto scorso. La conferma la dà anche Alberto Michelini, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che afferma: “Il terremoto di oggi è avvenuto sullo stesso sistema di faglie e fa parte della sequenza comunicata in agosto e che adesso sta procedendo”. Parole che danno motivazioni scientifiche a quelle che agli occhi dei più rimangono fatalità naturali. E il fatto più allarmante è che, da quanto ha iniziato a tremare, dal terremoto che ha colpito Amatrice, Accumuli, Arquata, la terra non si sia più fermata.

Avvertito da Bolzano a Napoli, il terremoto di stamattina è il più intenso degli ultimi decenni in Italia.

Quello in Friuli nel 1976 fu di magnitudo 6.4. Quello di Belice, del 1968, fu del 6.1. Il sisma che colpì Umbria e Marche nel 1997 ebbe intensità 6.1. Nel 2007 a l’Aquila, la scossa principale fu del 5.8. Solo quello in Irpinia, nel 1980, fu di magnitudo 6.5 della scala Richter, pari a quella odierna, e causò 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

Dati statistici che non possono rendere la paura e il terrore di quegli attimi infiniti. Momenti in cui la tua vita sembra crollare insieme agli edifici. Nell’occasione, anche Norcia, con il suo patrimonio artistico e religioso, è stata irrimediabilmente danneggiata. Un danno per tutta l’Italia, se non per il mondo intero. Perché in queste circostanze, siamo tutti delle vittime, anche chi ha ancora un tetto sulla testa.