Una pagina di terrore e di sangue è stata scritta la scorsa notte, tra il 24 e il 25 ottobre, in una scuola di polizia della città di Quetta, capoluogo della provincia del Baluchistan, in Pakistan: l'attacco è stato subito rivendicato dal sedicente stato Islamico.

L'attentato

Alle 23.30 ora locale, tre kamikaze, col volto coperto e armati di tutto punto, hanno fatto irruzione nel 'Baluchistan Police college', a circa 20 chilometri a est di Quetta.

L'attacco, che ha colto di sorpresa le oltre 700 persone presenti, si è svolto secondo l'usuale copione del terrorismo islamico. I tre assalitori, muniti di cinture esplosive, secondo quanto riferito da testimoni, hanno cominciato ad aprire il fuoco sulla folla, colpendo con sanguinaria freddezza chiunque fosse a portata di tiro.

Tragico il bilancio delle vittime, che al momento sarebbe di 60 persone, tutte giovani reclute.

Oltre 120 sarebbero i feriti. "Due dei tre terroristi - riferisce un testimone - si sono fatti saltare in aria, e questi hanno provocato vittime, mentre il terzo è stato colpito dalle nostre truppe".

L'assalto s'inserisce nel macabro rituale del terrorismo, che da anni infesta la provincia del Baluchistan, una delle più povere del territorio pakistano, non già per penuria di risorse naturali, ma per una serie di eventi e contese che ne minano la stabilità.

Perennemente scosso da violenze islamiste, da conflitti tribali e da insurrezioni separatiste, il Baluchistan risulta essere una delle zone più a rischio del Pakistan, da sempre covo di vari gruppi terroristici.

L'attacco della scorsa notte, infatti, non è che l'ennesimo episodio di una violenza inusitata, che insanguina il paese e, malgrado l'immediata rivendicazione dell'Isis, sembra che i tre kamikaze, più probabilmente, fossero affiliati al gruppo Al-Alimi, fazione di Lashkar-i-Jhangvi, un'organizzazione jihadista sciita.

A parlarne è il generale dei Corpi di frontiera della provincia, Sher Afghan, il quale evidenzia, sulla base di intercettazioni telefoniche, i contatti già da tempo esistenti tra gli assalitori e l'Afghanistan, e non con l'Iraq o con la Siria.

Il Pakistan

Da sempre considerato da noi europei territorio lontano dalle nostre politiche e dalle questioni medio-orientali, in realtà il Pakistan ha una storia jihadista pluriennale ed è stato il centro e l'origine dei principali gruppi terroristici, ormai piaghe del mondo.

La propaganda di Osama bin Laden e di al- Qaida è nata lì, nel lontano 1988. Qui sono stati formati i primi battaglioni talebani per la conquista di Kabul.

Insomma un bilancio davvero lusinghiero per un paese che, malgrado sia uscito da una profonda crisi economica, assiste impotente al controllo del governo Sharif, esercitato dai militari, veri arbitri dei mercati e delle relazioni internazionali.

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