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Dal Museo di Amsterdam all’intercapedine di una cucina di un appartamento in provincia di Napoli. Le due opere di Vincent Van Gogh, dal valore inestimabile, sono state ritrovate lì dalla guardia di finanza quattordici anni dopo essere sparite dalle sale del Museo olandese dedicato al celebre pittore. I militari hanno raggiunto il nascondiglio nell’ambito di una indagine sul narcotraffico internazionale incentrata sul clan di camorra degli Amato-Pagano e sul latitante Raffaele Imperiale, nativo di Castellammare di Stabia.

Proprio nella periferia della cittadina a sud di Napoli, nella casa dei genitori di Imperiale, sono stati rinvenuti i quadri.

Il colpo è stato fatto dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, guidati dal colonnello Giovanni Salerno, dai militari dell’Ufficio Operazioni, diretti dal tenente colonnello Agostino Tortora, e dai colleghi del Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Gico), agli ordini del tenente colonnello Giuseppe Furciniti. L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli e in particolare dal procuratore Giovanni Colangelo e dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice.

L’inchiesta sul narcotraffico internazionale

Il rinvenimento delle opere d’arte si inserisce nell’ambito di una più ampia indagine sul traffico internazionale di droga gestito da cosche partenopee. In particolare i narcotrafficanti sarebbero alleati al clan degli Amato-Pagano, attivo in diversi Comuni della provincia e a nord di Napoli.

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Si tratterebbe, secondo gli inquirenti, di uno dei gruppi criminali più pericolosi sul territorio, considerate anche le risorse economiche a disposizione. L’Antimafia ha quindi individuato, con il supporto di Interpol e organismi di cooperazione internazionale, la struttura interna al clan dedita al narcotraffico alleata con la camorra di Secondigliano ai cui vertici ci sarebbero Mario Cerrone e Raffaele Imperiale.

Il primo è stato arrestato a gennaio 2016; il secondo è latitante e starebbe trascorrendo il tempo lontano dall’Italia, a Dubai, nel lusso più sfrenato. Dopo l’arresto, però, Cerrone avrebbe avuto un ruolo chiave nelle indagini. Dalle sue dichiarazioni la guardia di finanza ha ricostruito ancor più nel dettaglio l’immenso patrimonio a disposizione dei narcotrafficanti ed hanno individuato il nascondiglio dei Van Gogh. L’operazione di ieri, oltre al sequestro dei quadri, ha permesso anche l’apposizione di sigilli a terreni, fabbricati, appartamenti, ville e addirittura un aereo, per un valore di oltre venti milioni di euro.

Le tele sono autentiche: due opere del 1884 e del 1882

Le tele sono state trafugate dal Museo Van Gogh il 7 dicembre del 2002. Si tratta dei due dipinti intitolati La chiesa riformata di Nuenen del 1884 e Vista della spiaggia si Scheveningen del 1882. Le opere fanno parte del primo periodo olandese del pittore ed erano considerate tra le più ricercate al mondo, tanto che l’Fbi statunitense le aveva inserite nella top ten art crimes. L’autenticità delle tele è già stata confermata. Quelli nell’intercapedine della cucina dei genitori del camorrista narcotrafficante erano proprio due inestimabili Van Gogh.