Il magnate George soros, noto speculatore finanziario considerato uno dei 30 uomini più ricchi della Terra, con un patrimonio personale stimato in poco meno di 25 miliardi di dollari, nonché fondatore della "Open Society Foundations" (Osf) e finanziatore di numerose Ong umanitarie, tra cui "Human Rights Watch", commentando le vicende della guerra in Siria è tornato ad attaccare il leader russo Putin, mediante un articolo sul sito della sua Fondazione. Soros ha criticato duramente i bombardamenti russi nella zona di Aleppo, sostenendo che Putin starebbe approfittando della situazione di stallo alla Casa Bianca, in vista delle elezioni del nuovo presidente.

Le accuse di Soros

Soros ha definito quanto sta avvenendo in Siria "una catastrofe umanitaria di portata storica", e ha puntato il dito contro Putin, accusato di proteggere e sostenere il presidente siriano Assad. Lo speculatore sostiene che i bombardamenti su Aleppo rappresentino un crimine di guerra tra i più rilevanti della storia contemporanea, aggiungendo che le operazioni spregiudicate del leader russo proseguiranno almeno fino al gennaio del prossimo anno, quando il nuovo presidente degli Stati Uniti si insedierà alla Casa Bianca [VIDEO].

Soros, rivolgendosi ai cittadini russi ma anche agli europei ed al resto del mondo, ha chiesto di mobilitarsi in una campagna contro Vladimir Putin, esprimendo la propria indignazione nei confronti di quelli che arriva a definire crimini contro l'umanità.

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Accuse dure come macigni, alle quali fino a questo momento il Cremlino sembra aver deciso di non replicare.

La Russia da sempre è ostile al magnate Soros

La Russia ha da tempo messo al bando le società di Soros, ritenute "anticostituzionali". Inoltre gli è stato proibito di organizzare attività di beneficenza, in quanto i russi ritengono che queste sarebbero volte a finanziare gli oppositori del governo. Soros e le sue attività in Russia sono considerati una "grave minaccia per la sicurezza della nazione". E analizzando le email private rese pubbliche dagli hacker di dcleaks lo scorso agosto - rileva Roberto Vivaldelli in un articolo di "occhidellaguerra.it", speciale de "Il Giornale" - qualche dubbio in merito sembra essere legittimo. 

Soros viene descritto dagli hacker di dcleaks come il regista di tutte le rivoluzioni e dei colpi di Stato orditi in tutto il mondo negli ultimi 25 anni, anche mediante il potere di influenzare governi e opinione pubblica tramite le oltre 50 fondazioni sotto il suo controllo. Secondo le email riportate alla luce, sarebbe colpa del magnate ungherese se gli Stati Uniti sono ritenuti "una sanguisuga e non un modello di libertà e democrazia". Stando ai suoi accusatori, Soros si sarebbe arricchito sulla pelle di milioni di persone, fino a diventare un oligarca capace di sponsorizzare centinaia di uomini politici in tutto il mondo.