Tensione altissima a Gerusalemme: oggi 9 ottobre si è verificata una sparatoria vicino ad una fermata del tram che ha portato alla morte di due civili. Nell'attentato è stato ucciso dalla Polizia il palestinese che si era reso protagonista dell'attacco. I soggetti rimasti uccisi sono prima stati condotti, insieme agli altri feriti, in ospedale: lì hanno constatato il decesso. Stando a quanto riportato dai media israeliani, le vittime sarebbero una donna di 60 anni e un poliziotto di 30 anni.

Secondo le notizie che ha rilasciato la polizia di Gerusalemme, l'assalitore palestinese avrebbe aperto il fuoco vicino al comando centrale della polizia in zona Ammunition Hill.

I primi colpi sono stati sparati in direzione della fermata del bus dove alcuni israeliani erano in attesa del tram. Le Forze dell'ordine hanno iniziato la rincorsa contro l'assalitore che si è poi spostato nel rione palestinese di Sheikh Jarrah dove è stato raggiunto dai colpi di armi da fuoco della polizia che ne hanno determinato il decesso.

Sull'accaduto è intervenuto il Ministro della Sicurezza Interna di Israele, Gilad Erdan, che ha ricollegato l'attentato alle incitazioni degli islamisti che vengono diffuse tramite i social network. Le indagini, condotte dalle Forze dell'Ordine, hanno svelato che il palestinese faceva parte del gruppo Morabitun, una forza islamista anti Israeliana messa fuori legge dal Governo un anno fa. Dalle informazioni raccolte sull'attentatore si è scoperto che il 9 ottobre 2016 il palestinese doveva consegnarsi alla polizia per scontare in carcere 4 mesi di reclusione per la diffusione di messaggi anti Israele su Facebook.

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Non è stato permesso ai media di rendere noto il nome dell'attentatore. 

Nell'ultimo anno il livello di allerta nella zona di conflitto israeliano-palestinese è cresciuta a dismisura. Gli scontri hanno già portato a 34 morti tra gli israeliani, oltre a due turisti americani. Le aggressioni dei Palestinesi sono per lo più frutto di accoltellamenti. Stando alle fonti, sarebbero stati uccisi anche 218 palestinesi, la maggior parte dei quali erano attentatori.