È da giorni che, ormai, si discute del caso Corona; ancora una volta, l’ex re dei paparazzi, fa parlare di sé dando origine ad un caso mediatico senza precedenti.

Ieri 8 novembre 2016 si attendevano i risultati della sentenza da parte del Tribunale di Sorveglianza circa il destino di Fabrizio Corona.

Appartamento sotto sequestro

I giudici della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto il decreto di sequestro di un appartamento di Fabrizio Corona. Il sospetto riguarda la possibilità che tale immobile sia stato acquistano in modo illecito, mediante “interposizione fittizia” non solo da parte dell’acquirente ma anche da parte del venditore.

Formalmente, i destinatari del pagamento risultano i coniugi Rodolfo Rocca e Giuseppina Gallo ma, dopo numerosi sospetti e indagini andate a buon fine è stato dimostrato che buona parte delle somme corrisposte sarebbe finita nelle mani di un pregiudicato calabrese, Vincenzo Gallo che appare come il beneficiario del pagamento finale.

Le indagini in merito alla questione sono ancora in corso; di grande interesse resta anche il flusso costante di somme provenienti da tributari illeciti verificatasi nel periodo di riferimento. Inoltre, è molto probabile, secondo gli inquirenti, che l’acquisto dell’immobile sia stato possibile servendosi delle risorse finanziarie ottenute dai guadagni della società fallita; la Corona’s.

Sentenza rinviata

Ieri, a Pomeriggio 5, Barbara D’Urso è stata in collegamento costante con un’inviata stabilitasi fuori al Tribunale di Milano per monitorare le evoluzioni della sentenza contro Corona.

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L’esito della sentenza sarebbe dovuto giungere, appunto, ieri solo che, dopo una lunga riunione in camera di consiglio, si è deciso di rinviare la decisione ufficiale che sarà presa entro i prossimi 5 giorni.

Elemento chiave, però, della sentenza di ieri è stata una dichiarazione di Corona che, finalmente, dopo i giorni bui del carcere ha avuto la possibilità di parlare e di difendersi; le parole da lui pronunciate sono state riportate dai giornalisti del quotidiano milanese e tuonano così: «Mi sento accerchiato, ho commesso un errore ma non un reato, se mi date il tempo per pagare le tasse su quei contanti potrò proseguire nell'affidamento, perché sono una persona onesta che ha guadagnato un mucchio di soldi ammazzandosi di lavoro»

Dinanzi queste parole di difesa come reagirà il Tribunale considerando tutti i precedenti del caso?