Firenze, 21 novembre 2016 – Una donna di 45 anni è deceduta all’ospedale “Santa Maria Nuova “di Firenze, dove si trovava ricoverata in Pronto Soccorso e versava in condizioni gravissime. Tra i vari esami svolti dal personale medico sanitario, la vittima ha eseguito l'esame Pcr che, dopo esser stato inviato presso il laboratorio di immunologia dell’Aou Meyer, ha confermato i sospetti dei dottori che seguivano la donna: era affetta da meningococco di tipo C, meglio conosciuta come meningite.

Attuato un sistema di prevenzione

Dopo la scoperta e la diffusione della notizia, tutte le strutture di igiene e sanità pubblica si sono tempestivamente mobilitate per effettuare le indagini epidemiologiche necessarie per identificare le persone con le quali la donna ha avuto stretto contatto della donna, in modo che potessero essere sottoposte tempestivamente a profilassi.

La vittima, residente a Firenze, in seguito ad un controllo effettuato dall’Azienda Sanitaria, è risultata non essere vaccinata contro il meningococco C. Ricordiamo che la meningite è una malattia molto grave, difficile da riconoscere soprattutto nella fase iniziale; dopo la diagnosi, nonostante la terapia antibiotica solitamente prescritta, la percentuale di guarigione si aggira al 50%.

L'utilità della vaccinazione

Secondo quanto dichiarato dal Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, nell’ultimo periodo e soprattutto in Toscana, sono stati registrati casi sporadici di meningococco C; fino a quando tutta la popolazione della regione non risulterà vaccinata, ci potrebbero essere alti rischi di contaminazione.

Con l'ultimo caso, spiega Ricciardi, vi è stata la conferma del bisogno di una strategia per vaccinare in maniera estensiva tutti i residenti della regione, soprattutto coloro che abitano nelle zone dove è stato registrato il maggior numero di casi di persone affette da meningococco di tipo C. 'Grazie alle vaccinazioni i casi di meningococco C, in Toscana sono diminuiti' - spiega Walter Ricciardi - 'la guardia deve restare comunque alta, e bisogna proteggere soprattutto le categorie più deboli e ad alto rischio: gli anziani ed i bambini'.