È di ventuno morti (ma secondo alcune fonti sarebbero molti di più) e circa sessanta feriti il bilancio di uno scontro in atto da giorni a Sebha, cittadina della libia meridionale, tra le tribù Gaddafha e Awlad Suleiman. Nella giornata di venerdì una scimmia è stata uccisa a colpi di kalashnikov per aver strappato il velo a una ragazza, provocando la reazione dei proprietari, anche loro freddati dai famigliari della ragazza. A quel punto l'escalation è stata rapida, con i membri delle due tribù rivali che hanno imbracciato fucili e mortai e hanno dato inizio alle ostilità. Ostilità finora impossibili da fermare, tanto che è stato mobilitato l'esercito per riportare l'ordine e tentare di porre fine a quella che è già stata battezzata la "guerra della scimmia".

La guerra della scimmia

Tutto è iniziato nella giornata di venerdì, quando una scimmietta in vendita in un negozio ha strappato il velo a una ragazza di una scolaresca. I parenti della ragazza sono andati a lamentarsi dai commercianti, ma la discussione è degenerata al punto che sia i commercianti che la scimmietta sono stati uccisi a colpi di kalashnikov. È bene precisare che la ragazza e i suoi famigliari appartenevano alla tribù, la Awlad Suleiman, rivale di quella dei commercianti, la Gaddafha (alla quale, tra l'altro, apparteneva anche il Colonnello Gheddafi), e che le due tribù erano in guerra dal 2011 a causa delle vicende che hanno portato alla caduta proprio del regime di Gheddafi. Il dispetto della scimmietta, dunque, ha fornito un valido pretesto per il ritorno allo scontro tanto che nei giorni successivi, secondo Repubblica, sarebbero stati schierati addirittura carri armati, mortai e mitragliatrici pesanti.

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Per ora il bilancio ammonta a ventuno morti e una sessantina di feriti, ma secondo alcuni i morti sarebbero addirittura quarantotto.

Il deputato Ibrahim Mesbah el Hadi ha dichiarato al portale Alwasat che gli ospedali della zona sono sprovvisti dell'equipaggiamento per far fronte all'emergenza, e che si è dovuto addirittura chiudere le scuole. Nelle prossime ore è atteso un contingente militare che dovrà riportare l'ordine e cercare di mediare tra i due capi tribù, mentre il Consiglio Presidenziale ha già inviato degli aerei per evacuare i feriti più gravi.