Daniele Colombo, alpinista di 36 anni originario di Sestri Levante (Genova) e un suo amico sloveno di 34 anni sono stati trovati senza vita in un crepaccio del ghiacciaio del Brouillard, sepolti da una valanga. I corpi si trovavano a una profondità di circa 10 metri, mentre lo spessore della neve sopra di loro era di 2 metri. Da ieri non si avevano più notizie dei due, ma la speranza di ritrovarli in vita è rimasta viva fino alle ore 12.00 di oggi (giovedì 3 novembre).

La dinamica

Le ricerche si sono immediatamente concentrate sul crepaccio, luogo di provenienza dell'ultimo segnale dei loro telefoni. Per le ricerche è stato utilizzato il sistema Recco, che offre la possibilità, per l'appunto, di individuare con esattezza il punto in cui sono stati emessi gli ultimi segnali dei cellulari. In passato il sistema è servito a salvare delle vite, ma sfortunatamente in questo caso non c'è stato nulla da fare.

Gli alpinisti avevano cominciato la scalata nella giornata di sabato 29 ottobre incamminandosi verso il Pic Eccles, montagna di oltre 4.000 metri situata sul versante italiano del monte bianco, con l'intento di cominciare da quel luogo la scalata verso le vette più alte. Perse le loro notizie mercoledì 2 ottobre, le perlustrazioni sono state iniziate immediatamente.

Sospese nella notte, le ricerche sono ricominciate all'alba di oggi, quando un elicottero della Protezione civile è partito dall'aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe trasportandoquattro guide del Soccorso alpino valdostano, 12 del Soccorso alpino della guardia di finanza e una unità cinofila.

I segni di una valanga notati già nella giornata del 2 novembre dai soccorritori avevano lasciato spazio all'ipotesi che i due alpinisti fossero stati travolti, pertanto i crepacci del ghiacciaio sono stati esaminati subito con attenzione. I corpi sono stati successivamente trasportati alla camera mortuaria di Courmayeur.

Unterribile incidente analogo al presente è accaduto solo tre mesi fa, nell'agosto 2016, quando la guida alpina 67enne Daniel Rossetto e un alpinista straniero di 53 anni sono deceduti rispettivamentesul versante francese del Monte Bianco e sul Grand Combin, in Svizzera.

Pochi giorno dopo, un giovane alpinista è precipitato dall'Ortles.

Fortunati, invece, i passeggeri della cabinovia bloccata sul Monte Bianco nel mese di settembre.

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