Papa Francesco dopo la messa di conclusione del Giubileo di domenica scorsa in Piazza San Pietro ha firmato “Misericordia et misera” di fronte a migliaia di presenti.. Da oggi la lettera è pubblica. Il pontefice con questa occasione raccoglie i frutti dell’Anno Santo e le nuove disposizioni per la Chiesa. Il Giubileo dunque non finisce ma continua. “La misericordia non può essere una parentesi nella vita della Chiesa”, perché il Vangelo che propone la parabola tra Gesù e l'adultera non è un'immagine della fine del anno giubilare, ma è un modello di vivere cristiano. La novità assoluta riguarda la facoltà per tutti i sacerdoti del mondo ad assolvere dal peccato dell’aborto, che ha provocato stupore oltreoceano e non solo.

La misericordia non deve essere un ostacolo contro la riconciliazione e il perdono di Dio pertanto "ogni sacerdote - scrive Francesco - si faccia guida, sostegno e conforto nell'accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione”.

La giornata mondiale dei poveri

Oltre al perdono, il Santo Padre istituisce la giornata mondiale dei poveri, "nella XXXIII Domenica del Tempo Ordinario". Una giornata per riflettere sulle nuove forme di povertà assoluta e per essere testimoni della misericordia. Andando indietro con il tempo questa Giornata fu istituita dal ONU il 17 ottobre 1987 in Francia per ricordare le vittime della povertà, della violenza e della fame.

In un altro paragrafo Bergoglio ha espresso la sua preoccupazione sull'indifferenza e la freddezza degli esseri umani di fronte a chi chiede aiuto “la cultura dell’individualismo esasperato, soprattutto in occidente, porta a smarrire il senso di solidarietà e di responsabilità verso gli altri".

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La lettera spiega il concetto di misericordia che deve continuare ad esistere anche dopo la fine del Giubileo Straordinario: “una cultura della misericordia" sostiene Papa Francesco basata sul rispetto e la riscoperta attraverso l’incontro con gli altri: "una cultura in cui nessuno guarda all'altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli".