Settimana nera per i depuratori del crotonese. Proseguono le indagini della Polizia di Stato e della Capitaneria di Porto di Crotone, che hanno avviato una serie di importanti controlli a tutti gli impianti depurativi della provincia al fine di accertare il rispetto delle norme ambientali e tutelare la salute dei cittadini. A distanza di pochi giorni dal primo sequestro, che aveva interessato un impianto depurativo in località "Timpa del Salto", nel comune di Belvedere Spinello, gli agenti della Guardia Costiera hanno dovuto apporre un nuovo sigillo a pochi chilometri di distanza.

A seguito del sopralluogo effettuato dagli agenti, è stato posto sotto sequestro l'impianto depurativo sito in località "Cavallino", nei pressi del comune di Rocca di Neto.

Anche in questo caso, i liquami del paese venivano raccolti nell'impianto, per poi venire sversati tali e quali nel vicino torrente, per finire poi nel fiume Neto. Differentemente dal precedente caso, l'impianto è dotato di un vero e proprio bypass: i liquami del paese, anziché essere raccolti nelle vasche di decantazione, finivano in una serie di tubi appositamente creati, per poi sfociare direttamente nelle acque del torrente, senza alcun trattamento. Anche in questo caso sono state condotte subito delle analisi per verificare i livelli di Escherichia Coli e Enterococchi Intestinali.

Una volta accertato l'illecito, i gestori dell'impianto sono stati denunciati all'autorità giudiziaria, e la struttura, posta sotto sequestro, è stata affidata alla custodia del sindaco di Rocca di Neto, Tommaso Blandino.

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L'impianto rimarrà fermo finché non sarà nuovamente operativo. I controlli continueranno finché tutti gli impianti depurativi non saranno stati verificati. Si tratta di controlli coordinati che avverranno, entro la prossima estate, in tutte le province della Calabria, al fine di ridurre lo sversamento di illeciti e il relativo danno ambientale nei fiumi e nei torrenti (e dunque nel mare), che sono già pesantemente compromessi.