Per l'incidente avvenuto in Catalogna lo scorso 20 marzo in cui morirono 13 studentesse erasmus, di cui 7 italiane, il giudice del tribunale di Amposta ha escluso le cause meccaniche e la condotta imprudente dell'autista rimandando le parti al procedimento civile. La decisione ha gettato nello sconforto i genitori delle vittime, già segnate dalla perdita incolmabile delle loro figlie.

La ricostruzione dell’incidente

L’autobus, il 20 marzo scorso, stava riportando a Barcellona 57 studenti Erasmus che avevano assistito alla Notte dei Fuochi di Valencia quando si è scontrato con un’autovettura che viaggiava regolarmente nel senso opposto di marcia sull’autostrada Ap-7 nei pressi di Freginals .

Le vittime avevano un’età compresa tra 22 e 29 anni. A perdere la vita nel tragico incidente furono 7 studentesse italiane: Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza. Sul posto per consolare i famigliari delle vittime ed esprimere il cordoglio della nostra nazione si era recato anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e parole di conforto erano giunte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da Papa Francesco, dal presidente del Coni Malagò e da tutto il mondo politico della Unione Europea.

Sotto shock i genitori delle vittime

Increduli i genitori delle vittime che si riserveranno di procedere legalmente e chiederanno all’Unione Europea di pronunciarsi sulla vicenda. Dopo l’incidente, infatti, sin dai primissimi rilievi, la polizia regionale catalana aveva ritenuto che la causa dell’incidente fosse da attribuire ad un probabile colpo di sonno dell’autista confermata sia dai dati della scatola nera presente sul bus sia da una stessa ammissione dell’uomo rilasciata ai primi soccorritori.

Di parere diametralmente opposto il parere del giudice di Amposta che non avrebbe riscontrato irregolarità nella condotta del conducente escludendo l'eccessiva velocità e persino la possibile distrazione da cellulare; tutte ipotesi avanzate dagli inquirenti in un primo momento.

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