Un incidente stradale le fece perdere il bimbo che aveva in grembo. Oggi una donna romena è stata risarcita con 100.000 euro. La decisione è stata presa dal Tribunale di Milano, riconoscendo il danno morale subito dalla straniera, al nono mese di gravidanza nel momento dell'incidente. La donna era seduta sul sedile posteriore dell'auto quando il guidatore, per un colpo di sonno, perse il controllo del mezzo e finì fuori strada.

La donna incinta era seduta sul sedile posteriore

Quel tragico incidente stradale costò alla donna originaria della Romania un'invalidità permanente, oltre alla perdita del figlio.

L'invalidità permanente è stata risarcita con 730.000 euro mentre, per la prima volta, è stato riconosciuto anche un risarcimento per 'il potenziale rapporto perso'. L'assicurazione erogherà alla romena 100.000 euro per la perdita del figlio. Mai finora i giudici italiani avevano risarcito una donna per il decesso di un bebè non ancora venuto alla luce. In precedenza, in casi simili, i magistrati avevano solo riconosciuto un risarcimento per il danno fisico subito dalla mamma.

I giudici hanno ritenuto giusto stabilire in favore della donna romena anche un risarcimento di 100.000 euro perché la gravidanza era giunta al termine. L'evento, inoltre, sconvolse emotivamente la straniera. La somma minima per la morte di un figlio annoverata negli elenchi del Tribunale di Milano è di 163.000 euro.

La romena era certa di diventare mamma

730.000 euro per l'invalidità permanente e 100.000 euro per 'il potenziale rapporto perso'. Il Tribunale di Milano stavolta è voluto andare in fondo ed ha disposto il risarcimento anche per i danni morali subiti da una donna che ormai era certa di diventare mamma. Sembra che i giudici meneghini abbiano seguito una sentenza della Cassazione che aveva riconosciuto il risarcimento in favore di due genitori per un feto venuto alla luce senza vita.

In sostanza, la Suprema Corte aveva dato valore, per la prima volta, a un rapporto affettivo solamente potenziale.

I giudici milanesi, comunque, hanno stabilito che il risarcimento per la perdita di un figlio stavolta deve essere inferiore perché la relazione tra madre e bebè è solo potenziale.