Il karoshi torna a far parlare di sé. Dal primo caso segnalato nel 1969, quando si tolse la vita un operaio 29enne del reparto di trasporto di un giornale locale, ad oggi, nel Paese del sol levante si convive con questa piaga sociale, che dal 1987 é annoverata tra le statistiche emanate dal Ministero del Lavoro fra le cause di decesso.

'Superlavoro'

La vittima, Matsuri Takahashi, era arrivata a mettere insieme 105 ore di straordinari al mese, sebbene i registri della Dentsu Inc.

(colosso giapponese di pubblicità e pubbliche relazioni, prima agenzia per fatturato del Giappone e tra le prime cinque a livello mondiale) rivelino dati contenuti nei limiti stabiliti dalla legge.

La 24enne è giunta a compiere l'estremo gesto (il giorno di Natale dello scorso anno) dopo sette mesi di lavoro alle dipendenze dell'impresa e non prima di aver lasciato tracce delle dure condizioni di lavoro alle quali era sottoposta attraverso il suo account di Twitter, dove riportava giornate lavorative di addirittura 20 ore.

Anche la famiglia della ragazza aveva denunciato la compagnia, sostenendo che Matsuri venisse indotta ad annotare meno ore di quelle svolte in realtà.

Impresa portata in giudizio, Presidente si dimette

Secondo il Ministero del Lavoro nipponico, la Dentsu è responsabile legalmente della Morte della giovane e, pertanto, è stata portata in giudizio per inottemperanza alle norme del lavoro, segnalano fornti governative alla catena statale NHK.

La decisione è pervenuta dopo che le autorità nipponiche hanno realizzato diversi sopralluoghi negli uffici della sede centrale della Dentsu e in altri uffici, atti al reclutamento di ragguagli inerenti le pratiche lavorative impiegate dall'agenzia.

Poche ore dopo l'annuncio, il Presidente in carica, Tadashi Ishii, ha dichiarato in conferenza stampa che lascerà l'incarico a gennaio, per responsabilità sull'accaduto: "col fine di assumere piene responsabilità, è mia intenzione presentare le dimissioni dalla Presidenza e ciò avverrà il prossimo mese di gennaio durante la riunione del consiglio d'amministrazione".

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