Le Forze dell'Ordine di Santa Maria Capua Vetere, paesino in provincia di Caserta, hanno arrestato un ventitreenne con l'accusa di violenza sessuale aggravata, lesioni, sequestro e maltrattamento di persona. La denuncia a carico del ragazzo è pervenuta da due donne: dopo essersi guadagnato con maestria ed esperienza la loro fiducia, il giovanotto le invitava nella sua dimora con la scusa di trascorrere insieme tranquilli pomeriggi in armonia per poi segregarle, stordirle, aggredirle fisicamente e abusarne violentemente.

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Per una delle due vittime sono stati accertati gravi lesioni anche a livello genitale. Immediatamente è stata emessa dal gip del Tribunale sammaritano, l'ordinanza di custodia cautelare in prigione. Le due donne hanno esperienze differenti con l'adescatore.

Il primo episodio

La prima delle due donne patì atroci sofferenze durante il periodo estivo scorso quando, dopo un breve periodo di convivenza con questo ragazzo, comincia ad essere vittima di pesanti abusi e violenze d'ogni forma nonostante fosse in dolce attesa.

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Ad aggravare ciò, la proibizione categorica di avere corrispondenze con parenti e amici e le erano state addirittura vietate le visite ginecologiche per il monitoraggio delle condizioni di salute del bambino. Poco prima di entrare in sala parto l'equipe nosocomiale la trova in terribili condizioni, con il volto emaciato e tumefatto. Dopo l'ennesimo abuso, la giovane donna riesce a sgattaiolare segretamente e a chiedere aiuto ai carabinieri.

Il secondo episodio

La seconda donna, una minorenne originaria della Romania, durante un periodo brevissimo di convivenza con l'incriminato viene rinchiusa in uno stanzino tetro e sinistro e violentata ripetutamente con un'arma da taglio puntata alla gola.

L'orrore proseguiva e veniva arricchito da episodi agghiaccianti, come quando il giovane si divertiva a spegnere le sigarette sul corpo della povera donna dopo aver terminato i supplizi spregevoli. Come se non bastasse, l'uomo chiudeva sistematicamente l'unica finestra per impedirle la fuga e ogni volta che usciva di casa chiudeva la porta con l'ausilio di un grosso catenaccio. Ma una svista dello stupratore permette alla ragazza di sfuggire dalle sue grinfie e denunciare i fatti.

Le indagini hanno rivelato, inoltre, che anche la mamma del giovane era vittima di gravi molestie, percosse e maltrattamenti regolari d'ogni tipo sia fisici che psicologici.

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