Il caso della foresta di Rendlesham è sicuramente uno dei più famosi e discussi dell’ufologia mondiale [VIDEO]. Gli avvenimenti si sono svolti tra il 26 e il 28 dicembre nei pressi della base della RAF di Woodbridge. I militari avvistarono una strana luce provenire dalla foresta e decisero di perlustrare la zona. Tra loro, c’era il sergente James Penniston che non solo vide l’UFO, ma riuscì a toccarlo. Dopo questo avvenimento Penniston iniziò a scrivere su un quaderno un codice binario che si era impresso nella sua mente dopo aver avuto il contatto fisico con l'oggetto. Molte furono le spiegazioni presentate da investigatori scientifici per smontare la teoria dell’UFO, ma dopo 36 anni un altro ex militare dell’Air Force decidere di rompere il silenzio.

La testimonianza dell'ex militare

A Steve Longero fu imposto il silenzio dai suoi superiori. “Mentre ero in servizio quella notte l’antifurto del centro di stoccaggio delle armi andò fuori uso. Poi ho iniziato a vedere queste strane luci sulla cima degli alberi, e mi chiedevo cosa stesse succedendo. Successivamente hanno mandato vari soldati a controllare. Era difficile da credere e da accettare. Le luci erano rossastre, come dei bagliori”, ha raccontato Longero. Steve fu mandato con gli altri in perlustrazione verso la foresta, e dal suo racconto emerge come quelle strane luci che variavano dal rosso al verde, erano sospese sugli alberi e sembravano osservarli, come se li tenessero d’occhio. “Il colonnello Charles Halt registrò la descrizione dei fatti su un nastro, non tralasciando nessun dettaglio.

Facemmo una piccola riunione immediatamente dopo. Non potevamo credere a cosa avevamo appena assistito. L’adrenalina era a mille, e ricordo gente che si chiedeva cosa fossero gli oggetti là fuori [VIDEO]”, aggiunge Longero.

Quello che emerge dalla storia sono i numerosi testimoni presenti sulla scena la sera dello strano avvistamento. Possibile che questi militari possano aver scambiato un faro (una delle spiegazioni date dagli scettici) con qualcosa di eclatante? “Eravamo molto vicini e i fari non galleggiano sugli alberi”, conclude Steve.