L’avvenimento di Roswell del 1947 è sicuramente uno dei casi più intricati e discussi dell’ufologia, tanto da essere considerato una “pietra miliare”. Nell’estate del 1947 qualcosa si schiantò nei pressi della cittadina di Roswell, in New Mexico. I giornali riportarono immediatamente la notizia che un disco volante era precipitato. Successivamente l’Air Force Statunitense cambiò versione. Molti sono i conti che non tornano in questo incidente e vennero alla luce testimoni dell’esercito che giuravano di aver visto perfino i cadaveri di alieni morti nel luogo dello schianto. Il MUFON (acronimo di Mutual UFO Network) ha reso noto che un anonimo ingegnere in pensione si è fatto avanti dicendo di aver intervistato un fabbro che avrebbe lavorato al disco volante precipitato, aprendolo e riuscendo a vedere al suo interno.

Questa intervista sarebbe stata realizzata nel 1970, ben 23 anni dopo l’incidente.

Dentro l'UFO di Roswell

“Nel 1969 si verificarono vari avvistamenti UFO. Mi venne chiesto di intervistare tre persone. All’epoca mi trovavo al campus dell’Università della California di Santa Cruz. Essendo un piccolo campus tutti iniziarono a guardarmi male”, racconta l’ingegnere. Tra i tre intervistati c’era un fabbro che lavorava per l’Air Force. Il giorno successivo allo schianto, all’uomo fu chiesto di dirigersi con l’esercito nel deserto, per raggiungere il luogo dello schianto. “Il fabbro mi ha raccontato che l’esercito aveva un camion pieno di macerie. Erano tutti impegnati a raccogliere ogni singolo frammento dal luogo dell’impatto. Poco lontano c’era un altro oggetto di forma discoidale intatto, con una cupola e non aveva nessun segno di saldatura, cucitura o quant'altro e inoltre non aveva finestrini.

Iniziò ad aprirlo dalla parte della cupola”, ha riportato l’ingegnere al MUFON. Ma l’impresa risultò ardua: ogni volta che riusciva ad intaccare il durissimo metallo, questo si ricomponeva. Per alcuni attimi però è riuscito a vedere all’interno del disco, individuando due corpi apparentemente morti, con delle tute aderenti e con una grande testa.

Dalla cabina di pilotaggio veniva un forte odore di ammoniaca. Quando fece ritorno alla base, fu portato in una stanza dove erano presenti vari ufficiali e fu interrogato. Gli fu imposto il silenzio, altrimenti la sua vita sarebbe stata in serio pericolo. Il Mufon sta indagando su queste dichiarazioni. Non si può avere la certezza che siano vere, non avendo ulteriori elementi a disposizione.