Ore di terrore in quel di Malta. Due attentatori minacciano di far saltare per aria un aereo di linea libico. A bordo dell'A320 dell'Afriqiyah Airlines, che viaggiava tra Sebha e Tripoli, ci sono più di cento persone tra membri dell'equipaggio e passeggeri. Sono circa le 11,30, dopo più di due ore di trattative, i dirottatori prendono la decisione di liberare gli ostaggi ed arrendersi. Sull'aereo restano soltanto il pilota e il copilota. In cambio del loro rilascio i due attentatori chiedono asilo politico, ma ciò non viene accordato e alle 15,45 si arrendono.

La dinamica:

L'annuncio arriva tramite Twitter del primo ministro Joseph Muscat.Il velivolo veniva da Sebha, città del sud-ovest libico, e si dirigeva verso la capitale della libia.

Un volo che la compagnia aerea era solita compiere con cadenza settimanale, per un tempo di circa 70 minuti di viaggio. Poco dopo l'atterraggio al malta International Airport, l'aeroporto viene chiuso; Il pilota parlano di una cintura esplosiva indossata da uno dei due dirottatori, altre fonti riportano le minacce degli stessi attentatori minacciando di far esplodere l'aereo con delle bombe a mano.Chiuso lo scalo e lo spazio aereo su Malta e dirottati i voli verso la Sicilia, nello specifico verso l'aeroporto Fontanarossa di Catania e, nel versante occidentale dell'isola, verso il Punta Raisi di Palermo. Dietro il tentato dirottamento, però, c'è un retroscena: le autorità libiche erano in contatto radio direttamente con la torre di controllo di Tripoli mentre il volo verso La Valletta era ad alta quota.

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E' stato un atto premeditato o una azione scriteriata?Intanto Muscat aggiorna continuamente il suo profilo social rassicurando tutti del pericolo scampato. Dal canto suo, il sito internet Time of Malta scrive a proposito dei due attentatori sottolineando la loro appartenenza ad un nucleo pro-Gheddafi assolutamente illegale nello stato libico. Ma secondo l'emittente libica al-Hadath chiedevano, oltre all'asilo politico, anche la scarcerazione di Saif-al-Islam Gheddafi, uno dei filgli dell'ex colonnello della Libia. Ogni dubbi è sciolto quando nel momento del rilascio dei passeggeri, uno dei due criminali sventola la bandiera verde della Jamahirya, emblema della Libia del defunto Gheddafi. Assisteremo ancora ad episodi simili? L'importante è che, almeno in questo caso, non si contino le vittime e l'epilogo sia lieto. Ma la paura incombe e schiavizza moltissimi Paesi del mondo.