Una serie di test scientifici, datazioni al radiocarbonio tra le più sofisticate, identificazioni genetiche, chimiche ed antropologiche hanno permesso di certificare che, le gambe della regina nefertari, moglie del faraone Ramses II appartenente alla XIX dinastia, erano fin dal 1904 in una teca del museo egizio di Torino. Fu l'archeologo Schiaparelli in una spedizione, a portare in Italia i resti ben conservati di alcune ossa. Mai nessuno poteva pensare che, le gambe della compianta faraona potessero essere lì.

A riportare la notizia è la rivista scientifica "Plos One", dove, in un lunghissimo e dettagliato articolo si evidenzia che, 14 caratteristiche su 16 confermano l'appartenenza di quelle tibie, alla regina Nefertari. In buona sostanza vi è corrispondenza in base all'età- 40/50 anni, al tipo di malattie avute o di quelle che avrebbe sofferto. Questo quanto dichiarato in una nota da Raffaella Bianucci, ricercatrice della sezione di Medicina legale dell'Università di Torino e di Warwick in Gran Bretagna.

L'identificazione: nome in codice QV66

L'dentificazione della tomba avvenne nel 1904 durante una campagna di studio in Egitto. Una missione archeologica italiana tra il 1903 e il 1905 vide Ernesto Schiaparelli identificare la sepoltura della regina Nefertari, purtroppo già saccheggiata. Recuperò dalla valle delle regine, tibia, rotula e femore, non pensando fossero della faraona. Infatti, tutti i reperti giacenti al museo, i sandali, per esempio, confrontate con la misura delle gambe analizzate, sono riconducibili al periodo di Ramses II.

La direzione del museo frena gli entusiasmi

Ci va cauta la direzione dell'egizio di Torino. Anche se il potenziale ritrovamento delle gambe di una delle donne più belle e influenti dell'antichità giacesse lì, comunque bisogna attendere gli esiti di altre analisi. E' di questo parere il curatore del museo Enrico Ferraris. Gli fa eco anche la presidente del museo Evelina Christillin, la quale è in attesa di ulteriori elementi per poter decretare ufficialmente che quei reperti ossei appartengano realmente a Nefertari.

"Mai vendere illusioni ai nostri visitatori" dichiara in una nota. Tuttavia, al momento tutto il corredo funerario, fino all'aprile 2017 con parte del sarcofago della faraona si trovano al museo di Rjiksmuseum di Lieden in Olanda, per l'allestimento di una mostra sulle mogli dei faraoni, e con essi, altri reperti inestimabili forniti dall'Egizio di #Torino.

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