Non solo la terra dei templi, della stravagante cucina, dei massaggi rilassanti, del sorriso e sinonimo della Bangkok di "Una notte da leoni". La Thailandia è anche nota per le severe leggi a sfavore di chi, in qualsiasi modo possibile, anche il più innocuo, offende il Paese.

Non ne erano probabilmente a conoscenza i due ragazzi italiani, in visita alla città di Krabi, accusati di vilipendio. Ebbene si, avranno pure ben 13 diversi tipi di sorriso ma non è detto che per i Thai, siano tutti di origine benevola e che siano poi così clementi.

È stata molto dura infatti, la condanna del giudice thailandese che ieri, 10 gennaio, ha condannato Ian Gerstgrasser, ventenne, e Tobias Gamber , 18 anni, per vilipendio alla bandiera per aver appunto strappato e gettato a terra alcune bandiere del Paese davanti ad un centro commerciale.

È di sette mesi con la condizionale e la successiva espulsione dallo stato con il divieto di rientro (pena la reclusione immediata), più il pagamento di una pena pecuniaria di 106 euro, la pena emessa dalla corte militare di Surat Thani nei confronti dei due altoatesini (la pena più severa per i reati di vilipendio in Thailandia). I ragazzi, ora in una prigione a sud del Paese, saranno trasferiti nei prossimi giorni, dopo la risoluzione delle dovute formalità, nella capitale e consegnati alla polizia dell'immigrazione in attesa del loro rimpatrio.

L'iter burocratico potrebbe non essere poi cosi veloce, fanno sapere le autorità, pertanto i due turisti imputati potrebbero metter piede su un aereo per fare ritorno in Italia solo tra qualche settimana. Tuttavia, seppur in cella, fanno sapere di stare bene e di essere comunque sollevati per la "leggerezza" della pena a cui sono stati sottoposti.

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Tutto bene quel che finisce bene insomma ma è opportuno che tutti i viaggiatori prendano nota di una cosa: educazione, cortesia e rispetto sono gli atteggiamenti profondamente consigliati qualunque sia la meta perché (banale cliché ) "Paese che vai tradizione che trovi"!