Al rigopiano le ultime 2 vittime sono state recuperate dai vigili del fuoco alle 23:00 di ieri, 25 gennaio. Agghiacciante il bilancio definitivo: 29 vittime, 9 salvati e 2 scampati miracolosamente alla tragedia. Quindici uomini e quattordici donne morti in una colossale strage di vittime innocenti che non avremmo mai voluto trovarci a raccontare. Ci si chiede ormai da giorni se tutto il dolore del disastro del Rigopiano potesse essere evitato.

Le ultime ricerche al Rigopiano: solo vittime

L'Hotel Rigopiano stava incominciando a restituire solo vittime e ciò aveva fatto presagire il peggio.

Negli ultimi giorni i soccorritori hanno infatti dato una svolta alle ricerche, estraendo 9 vittime martedì e altre 9 ieri, queste ultime trovate al bar. La speranza di trovare vivi altri dispersi era ridotta al lumicino. L'unico obiettivo era ormai diventato quello di restituire gli ultimi corpi ai propri cari. Un altro segnale negativo c'era stato due giorni fa, quando i soccorritori erano riusciti ad ispezionare i locali della cucina. Erano rimasti miracolosamente intatti, ma lì purtroppo non c’era nessun disperso: "Speravamo di trovare qualcuno ancora vivo - hanno detto - anche se sapevamo bene che stavano per lasciare l'albergo e dunque erano tutti radunati da un'altra parte. Però magari qualcuno era tornato indietro o si era attardato per qualche motivo in cucina.

E se fosse stato così, si sarebbe forse salvato”. Le ricerche saranno interrotte già stanotte e cominceranno le operazioni di bonifica della zona.

Vittime al Rigopiano, le cause della loro morte

Intanto emergono i motivi delle morti delle vittime al Rigopiano. A svelarle, il pm di Pescara, Tedeschini, che sta indagando sulla tragedia con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo. Molte vittime sarebbero decedute sul colpo per schiacciamento, travolte dalla furia della valanga. Nessuna sarebbe morta solo per assideramento, altre per cause concorrenti come schiacciamento, asfissia, ipotermia. Una tesi che non trova d’accordo Domenico Angelucci , anatomopatologo e medico legale di parte della famiglia di Gabriele D'Angelo, il primo disperso ad essere trovato morto.

“Secondo noi, Gabriele è morto per assideramento. Se fosse stato soccorso entro 2 ore probabilmente sarebbe stato salvato”, dice il medico. Ma poi smorza subito i toni, affermando che D'Angelo non è morto prima di 3 ore dalla valanga ed il suo corpo è stato trovato 12 tre ore dopo, quindi non ci può essere una relazione tra la morte e il ritardo dei soccorsi

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