Un nuovo caso di cronaca sta facendo discutere l'opinione pubblica nazionale. Ancora un caso che purtroppo coinvolge un minore.

Infatti è stata sfiorata una tragedia all'Ospeale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una mamma ha tentato di uccidere la figlia di tre anni durante il ricovero presso presso il famoso nosocomio pediatrico di Roma.

Ciò che ha scosso gli animi è che l'autore del folle gesto sia stata la mamma trentaduenne della bambina alla quale avrebbe somministrato farmaci contenenti benzodiazepine, provocandole due arresti cardiocircolatori durante il mese di dicembre. Pare che il tantato omicidio sia stato commesso per attirare l'attenzione del marito con cui era in un periodo di crisi.

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I sospetti dei medici

Solo il tempestivo intervento dei sanitari ha permesso di salvare la vita alla bambina da morte certa. I sanitari inoltre si sarebbero insospettiti, dopo aver riscontrato nelle urine della bambina traccie di queste sostanze non previste nel protocollo terapeutico adottato. Tale elemento di situazione avrebbe indotto o sanitari ad interessare la competente autoritá giudiziaria.

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I fatti sono stati ricostruiti grazie alle indagini condotte dai Carabinieri del nucleo investigativo di Roma e del comando provinciale di Napoli dopo che il 28 dicembre scorso avevano notificato alla donna un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, adottato alla luce dei riscontri acquisiti dal Tribunale per i Minorenni di Napoli, che aveva altresì affidato ai servizi sociali la bambina e le due sorelline minori.

L'ospedale Bambino Gesù, a cui va il plauso per la prontezza e professionalitá del proprio personale sanitario, ha reso noto che "La bambina è fuori pericolo ed è attualmente in buone condizioni di salute".

La mamma è stata invece arrestata nei pressi della sua abitazione a Napoli e si trova ora nel carcere di Pozzuoli.

La notizia è stata rilanciata dall' ANSA e dai media locali e nazionali.

Per ulteriori aggiornamenti su fatti di cronaca vi invitiamo a seguire l'autore del presente vi articolo.

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