Si è appena conclusa la caccia all'uomo responsabile della strage di Capodanno alla discoteca Reina a Istanbul. Infatti, la polizia turca ha arrestato l'uzbeko Abdulkadir Masharipov assieme ad altre quattro persone straniere nel quartiere di Esenyurt alla periferia europea della città sul Bosforo. Tra le quattro persone fermate, c'era un amico del killer che si era nascosto assieme al figlio di 4 anni e a tre donne di cui una di nazionalità somala, una senegalese e un'altra egiziana. Inoltre, questi ultimi sono ritenuti tutti seguaci dell'Isis.

L'arresto del killer della strage della notte di Capodanno

Abdulkadir Masharipov è di nazionalità uzbeka, ha 34 anni ed è stato identificato con il nome di battaglia Abu Mohammed Khurasani. Inoltre, il presunto killer della strage di Capodanno veniva descritto dal governatore Sahim come un uomo colto che conosce ben quattro lingue ed era entrato in maniera illegale nel confine della Turchia. Dopodiché, Sahim ha dichiarato che che gli elementi riportati confermano il movente del massacro avvenuto la notte del 1 gennaio di quest'anno avvenuto per conto dell'Isis. Per di più, durante l'operazione della polizia turca sono state confiscate anche schede telefoniche, un drone, due rivoltelle e 197mila dollari provenienti dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda il killer, dopo l'arresto è stato portato al dipartimento di sicurezza di Vantan Street dopo essere stato sottoposto ad esami medici, come accade di solito in turchia durante le operazioni antiterroristiche.

Inoltre, è stata divulgata la fotografia che rappresenta Masharipov con il viso segnato da ecchimosi, da ferite e da macchie di sangue. Vasip Sahin, il governatore della città di Istanbul ha affermato durante l'inchiesta che l'uomo ha ammesso di aver commesso lui stesso il massacro di 39 vittime e 65 feriti quella notte di Capodanno alla discoteca Reina della metropoli turca per rivendicare il coinvolgimento militare della Turchia in Siria.

La ricostruzione prima dell'arresto dell'uomo

La stampa turca ha individuato la possibile ricostruzione prima dell'arresto del killer: la polizia e gli addetti all'antiterrorismo, prima di riuscire a rintracciare il covo dell'Isis, avrebbero fatto un'attenta analisi di 100mila ore di registrazione delle telecamere di sicurezza sparse per Istanbul. L'uomo prima di essere catturato, sarebbe sfuggito in tre occasioni all'arresto, infatti in un primo caso è stato rilevato un mozzicone di sigaretta acceso.

Inoltre, secondo i media le forze dell'ordine erano già a conoscenza dove si era nascosto l'ultima volta il killer, ma si sono limitate a tenere sotto controllo la zona per accertarsi chi la frequentasse, prima di effettuare l'arresto.

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