A quanto pare i casi di violenza sessuale ai danni dei ragazzi delle società calcistiche, sono molti di più di quanti ne raccontino i mezzi di comunicazione. Dopo lo scandalo dei club inglesi saliti alla ribalta prepotentemente, tocca anche a quello italiano. In effetti, un 63enne di Alessandria è stato denunciato e arrestato per molestie e atti osceni nei confronti di minorenni. Si tratta di un disoccupato ed ex allenatore di squadre giovanili di calcio, che al momento dell'irruzione dei Carabinieri si trovava seminudo e in compagnia proprio di due minorenni. L'uomo, conosciuto come “l'orco” deteneva inoltre, una grande quantità di materiale pedopornografico.

"Come dimenticare quel volto"

L'inizio delle operazioni, che hanno condotto all'arresto dell'ex allenatore di calcio, ha preso il via da una ex vittima, che a distanza di 29 anni ha riconosciuto in quel anziano volto l'aguzzino che tanto lo aveva fatto soffrire. E stando ai racconti degli agenti “l'orco” non aveva mai perso il vizietto. Infatti, al momento del riconoscimento questi usciva da un bar in compagnia dell'ennesima potenziale vittima. Pur non conoscendo né l'identità né il pensiero del presentatore della denuncia, si apprende che il modus operandi dell'aggressore sia rimasto sempre lo stesso. Adescamento dei bambini, finta amicizia, coccole e regali, e una volta conquistata la fiducia li attendeva direttamente nella propria abitazione con tanto di merenda e mega TV accesa sui canali “Boing”.

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Trent'anni di abusi sessuali

La prima denuncia per violenza sessuale sui minori effettuata in Italia, risale al lontano 1962. All'epoca l'opinione pubblica guardava questi ipotetici atti con una certa riluttanza e molto sospetti. Per fortuna negli anni successivi sono emersi dal silenzio più assoluto migliaia di casi di bambini soggiogati e prove di un certo imbarazzo.

L'agghiacciante ricostruzione del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Alessandria fa veramente drizzare i capelli. Un bambino completamente vestito ha aperto la porta d'ingresso, un altro era in una stanza a guardare i cartoni, mentre il malvivente si trovava seminudo in bagno.

Insieme a una grossa quantità di vestiti e giocattoli, gli effettivi hanno rinvenuto migliaia di fotografie e video compromettenti realizzati in quella casa dell'orrore.

Ora, gli investigatori vorrebbero rintracciare quante più vittime possibile e riuscire a ricomporre trent'anni di abusi sui minori.