La carta d'identità non basta più, né può essere un discrimine per selezionare chi far entrare e chi tagliar fuori. Più drastico cambio di rotta non poteva esserci; anzi c'è chi parla di svolta rivoluzionaria: i Boy Scout d'America accoglieranno tra i loro appartenenti, bambini e ragazzi transgender, accettando così nuovi iscritti sulla base del sesso indicato al momento dell'iscrizione, indipendentemente da quale sia l'indicazione che invece compaia sulla carta d'identità.

Questa svolta, osteggiata dai conservatori che gridano al tradimento dei valori fondativi dell'associazione nata nel 1910, arriva mentre il presidente Donald Trump assicura che i diritti dei gay sui luoghi di lavoro saranno garantiti secondo quanto previsto dal decreto Obama: non ci sarà nessuna discriminazione tra i dipendenti federali sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere.

Boy Scouts, drastico cambio di rotta

Ad annunciare ufficialmente questo drastico cambio di rotta e di 'politica dell'accoglienza' al proprio interno, è stato il responsabile dei Boy Scout, Michale Surbaugh: "Per più di 100 anni i Boy Scout d'America come le scuole e le altre organizzazioni giovanili, si sono affidati alle informazioni contenute nel certificato di nascita per determinare l'idoneità ai programmi maschili o femminili. Questo approccio però non è più adeguato rispetto alle leggi degli Stati che interpretano le identità di genere in maniera differente".

Michael Surbaugh ha scelto di fare l'annuncio attraverso un video registrato e pubblicato sul sito dell'organizzazione: la decisione è stata presa dopo settimane di dibattito interno a tutti i livelli dell'organizzazione.

Il documento d'identità di per sé non è più 'valido' se si vogliono accogliere bambini che sfuggono alle tradizionali definizioni di genere, e la questione non poteva non essere affrontata dall'associazione più popolare d'America che ha avuto 110 milioni d'iscritti e oggi ne ha oggi circa 2 milioni e mezzo.

Ma una prima grande squarcio nel muro di una tradizione lunga un secolo, si era aperto nel 2013 quando l'associazione aveva abolito il divieto di ingresso ai bambini gay.

Questo ulteriore passo in avanti nel rispetto dei diritti e della tutela dei minori, è anche un doveroso aggiornamento sia rispetto alla legislazione vigente nei singoli Stati, sia verso la società che cambia. Il divieto è stato poi abolito anche nei confronti di leader adulti.

La svolta dei Boy Scouts Usa dopo l'espulsione di un bambino

Questa svolta è arrivata dopo il polverone sollevato un anno fa in seguito all'espulsione di un bambino del New Jersey, Joe Maldonado di 8 anni.

Dopo un mese dall'iscrizione, malgrado fosse perfettamente inserito e si divertisse nelle iniziative di gruppo, Joe fu cacciato a seguito di denunce di genitori e leader del gruppo che si erano lamentati della sua 'identità'. E' nato un caso nazionale sulla politica dei Boy Scouts che ha mobilitato fazioni opposte.

E invece ora Kristie Maldonado, la mamma di Joe che aveva presentato una denuncia contro il Northern New Jersey Council of the Boy Scout avviando una battaglia legale per il riconoscimento dei diritti civili e contro la discriminazione, ha ricevuto una telefonata in cui le è stato detto che suo figlio Joe sarebbe il benvenuto nuovamente tra gli Scout.

Quello di Joe è stato il primo caso di bambino transgender discriminato dai Boy Scouts Usa.

Dopo le nuove direttive, dovrebbe anche essere l'ultimo.

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