Due rom sono state sorprese a rovistare tra gli scarti di un supermarket Lidl a Follonica (Grosseto). Due dipendenti dell'azienda, più un terzo alla "regia", hanno deciso di chiuderle nella gabbia dei rifiuti e di girare il video per poi pubblicarlo su Facebook, con tanto di raccomandazioni: "Non si può entrare nell'angolo rotture della Lidl".

Le due donne, liberate dopo alcuni minuti di urla disperate, si sono immediatamente rivolte ai carabinieri. Per due dei tre uomini coinvolti nelle riprese è scattata la denuncia per sequestro di persona e l'immediata sospensione dal posto di lavoro.

Lidl Italia, con un comunicato ufficiale sulla pagina Facebook dell'azienda, ha condannato fermamente il gesto dei tre, dissociandosi pubblicamente da quanto accaduto. Un caso diventato ormai nazionale.

Il video delle due rom chiuse nella gabbia

Il video delle due rom chiuse in quella gabbia per rifiuti all'esterno del supermarket Lidl di Follonica ha fatto il giro del mondo in pochissime ore. Un rimbalzo mediatico che ha destato ben più di una critica, sino a portare alla denuncia per gli autori del gesto. L'accusa, gravissima, è di sequestro di persona. Sequenze che hanno fatto inorridire persino l'azienda, che ha diramato un comunicato ufficiale per formalizzare lo sdegno rispetto a fatti del genere:

Le due donne erano state sorprese a rovistare tra gli scarti in un'area riservata al personale.

Immediatamente, senza pensare ai possibili risvolti del caso, i giovani dipendenti hanno rinchiuso le due all'interno di un gabbiotto per i rifiuti e ne hanno impedito la fuga con un muletto, posizionato a bloccare l'uscita. Nel video le urla di una di loro sono impressionanti e incessanti. Al di fuori della gabbia le risate e le parole di scherno dei due addetti le ammoniscono per essersi introdotte nella zona off limits del supermarket.

Un terzo uomo, verosimilmente un altro dipendente della catena, ha girato il video, riprendendo i volti dei due addetti e delle due donne. Una, come evidente nelle riprese, si trova in disparte e attende in silenzio la "liberazione". Ancora non è stato reso noto se anche il "regista" del video sia stato denunciato per il fatto.