Erano i primi giorni dello scorso luglio, quando Roberta Smargiassi, trentaquattrenne di Vasto, moriva pochi minuti dopo il ricovero in ospedale per le profonde ferite riportate.

Roberta era stata vittima di un incidente mentre viaggiava sul suo scooter, una Fiat Punto guidata da un uomo, Italo D'elisa che non si era fermato al semaforo rosso, investendola in pieno. L'auto investitrice era poi carambolata su un'altra, mentre la donna era andata ad urtare contro l'impianto semaforico.

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La vendetta del marito

La sera dell'incidente Roberta stava rientrando a casa dei genitori ed era quasi arrivata quando la Punto l'ha investita, troncando un vita felice appena iniziata: infatti la giovane si era appena sposata con Fabio Di Lello. Sul profilo del marito ci sono ancora le foto della loro storia d'amore e l'uomo aveva chiesto giustizia sin dal primo momento. Invece l'uccisore di sua moglie era ancora a piede libero: anzi aveva anche riottenuto il permesso di guidare per motivi di lavoro.

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Attorno a papà Nicolino, mamma Silvana, ai fratelli Simone e Michele e al marito Fabio si era stretta l’intera città, con dimostrazioni di affetto per tutti e rendendo onore alla vittima con una fiaccolata in suo ricordo.

Fabio Di Lello non aveva però mai superato il trauma e nonostante si avvicinasse l'udienza preliminare in cui si sarebbe dovuto decidere se predisporre o meno il rinvio a giudizio, il Di Lello non ci ha visto più e ha deciso di farsi giustizia da solo.

Dopo aver raggiunto D'Elisa davanti ad un bar, impugnando una semiautomatica l'uomo ha esploso tre colpi, due all'addome ed uno al collo, uccidendolo.

Dopo l'omicidio Fabio Di Lello ha telefonato ad un'amico e poi si è consegnato ai carabinieri senza opporre resistenza dopo aver deposto sulla tomba della moglie la pistola usata per l'omicidio.

Reazioni e commento all'omicidio

Giovanni Cerella, legale di Fabio Di Lello ha dichiarato che Italo D'Elisa dopo aver ucciso Roberta, non aveva mai chiesto scusa: anzi aveva mantenuto un atteggiamento provocatorio nei confronti del suo assistito, soprattutto dopo che aveva riottenuto il permesso di guidare.

Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero. Pensava giustizia non fosse stata fatta, anche a causa dell'ipotesi che sua moglie avesse indossato male il casco.

A parlare per la famiglia D'Elisa è invece l'avvocato Pompeo Del Re. "Il percorso della giustizia stava andando avanti. Italo D'Elisa sarebbe dovuto comparire nei prossimi giorni davanti al gup" Il Del Re parla anche di una campagna di odio da parte dei familiari di Roberta nei confronti del suo assistito, campagna concretizzatasi con fiaccolate sul luogo dell'incidente e manifesti sparsi per la cittadina di Vasto che ha portato al risultato drammatico dell'omicidio di D'Elisa.

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Ora Fabio Di Lello è stato arrestato ed è tenuto sotto stretta sorveglianza, anche perchè si teme che possa volere finire questa drammatica tragedia col gesto estremo del suicidio.

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