Presunto episodio omofobo a Torino. A due uomini è stata negata la possibilità di affittare una casa non perché privi di lavoro o referenze. Il motivo? Sono omosessuali. La coppia si è rivolta recentemente a un'agenzia immobiliare del capoluogo piemontese, ha mostrato le referenze ed ha lasciato l'assegno per fare una proposta. Passa qualche giorno e, a un certo punto, l'agente immobiliare dice ai due che la proposta è stata rifiutata. La proprietà vuole affittare a una famiglia. Un duro colpo per due uomini che si amano, due uomini che volevano tanto trasferirsi in una bella casa.

Pubblicità

Referenze e tempi indeterminati non bastano

Un'agenzia immobiliare torinese ha fatto intendere a una coppia omosessuale che il proprietario di un appartamento non affitta ai gay. La coppia è stata mortificata. Uno dei protagonisti della spiacevole vicenda si è sfogato su Facebook, pubblicando un lungo post, una lettera che non vuole contestare qualcuno o qualcosa ma che intende far riflettere. Probabilmente, a Torino, non basta avere referenze e due tempi indeterminati: occorre essere una famiglia formata almeno da un uomo e una donna.

Due uomini torinesi, entrambi impiegati a tempo indeterminato avevano notato che un appartamento era in affitto ed avevano fatto una proposta. Questa è stata rifiutata perché, a detta dell'agente immobiliare, la proprietà vuole una famiglia. La coppia avrebbe cercato di far capire all'agente che è in grado di garantire continuità nei pagamenti. Niente. Il rifiuto della proposta non si basa su ragioni economiche e sulle referenze.

Due rifiuti in poco tempo

Non è la prima volta che i due omosessuali torinesi si trovano in una situazione del genere.

Pubblicità

Tempo fa avevano visto, alle 19.30 (ultima visita) un appartamento in via Cibrario. La casa era piaciuta molto alla coppia e, dopo una notte di riflessioni, si era recata presso l'agenzia immobiliare per fare una proposta. Misteriosamente, quella casa era già stata affittata. Eppure erano passate poche ore dalla visita. Consapevoli del fatto che ognuno è libero di affittare la propria casa a chi vuole, i due gay si erano poi messi alla ricerca di un altro immobile. Adesso un altro duro colpo, sempre a Torino, la città delle unioni civili.